Ha ragione Jean Claude Blanc: se la Juve avesse portato alle lunghe la trattativa con il Werder Brema per Diego, avrebbe pagato il giocatore il doppio.
Oppure avrebbe rischiato addirittura di perderlo. Invece con "soli" 24,5 milioni di euro il brasiliano si è trasferito alla Juventus dove in poche battute e nonostante qualche problema fisico, si è imposto all'attenzione generale guidando la squadra al rabbioso avvio di stagione.
Diego a livello tecnico vale Cristiano Ronaldo, Ibrahimovic e Kakà - i grandi colpi del mercato 2009 - ma è stato pagato quasi quattro volte meno del portoghese (che oltretutto, come Ibra a Barcellona, ancora non si è ambientato a Madrid) e un terzo del fuoriclasse ex milanista trasferito alle "merengues" per 75 milioni.
La Juve è stata brava due volte:
- quando ha individuato in Diego l'uomo del destino;
- quando ha stretto i tempi per portarlo a Torino senza tentennamenti.
Blanc e Secco hanno fatto un grande lavoro ma una parte determinante è stata anche quella sostenuta da Exor, la società della famiglia Agnelli che controlla la Juve.
Quando Blanc e Secco hanno chiesto a John Elkann le risorse necessarie per chiudere rapidamente anche l'operazione Diego senza rinunciare al progetto iniziale che prevedeva l'arrivo di a un altro grande centrocampista (Felipe Melo), il nipote di Gianni Agnelli non ha avuto dubbi: si è fidato dell'amministratore delegato e del direttore sportivo e li ha messi nelle condizioni di chiudere in fretta con il Brema e per puntare poi sul fiorentino per trasferire il quale sono stati spesi altri 25 milioni.
Un atto di grande generosità da parte della proprietà bianconera perché i programmi prevedevano un solo acquisto doc da 25-30 milioni e altre operazioni meno onerose.
L'acquisto di Diego ha cambiato faccia alla Juventus regalandole probabilmente quel "salto decisivo" necessario a colmare il gap dall'Inter.
Ora si tratta di aspettare che il brasiliano si impossessi della Juve magari con l'aiuto di Del Piero con il quale sembra destinato nel tempo a instaurare un feeling tecnico di grande spessore:
"Con Alex mi troverò bene, non avrò problemi - ha detto il brasiliano a Sky - è un giocatore fantastico e con questo tipo di giocatori in campo non ci sono problemi ."
Diego è un vero fenomeno, Alex lo è da molti anni come dimostra il suo curriculum fatto di gol e rivincite.
Impossibile non prevedere una Juve stellare, gol e spettacolo sull'onda del fantastico duo Diego-Del Piero.
Blanc e Secco quando hanno cercato il brasiliano lo hanno fatto pensando di mettere accanto al capitano un altro fenomeno.
Semmai Diego è arrivato a Torino con un anno di ritardo perché la Juventus lo aveva cercato anche lo scorso anno quando, malgrado un accordo sullo stipendio del giocatore, fu costretta a rinunciare puntando su altri obiettivi ritenuti all'epoca più idonei al progetto.
Diego, nonostante la forte delusione, ha avuto il merito e la presenza di spirito di non chiudere mai la porta in faccia alla società bianconera.
É rimasto male di sicuro, ma è rimasto anche in lista di attesa con il chiodo fisso di Torino e la convinzione che prima o poi il passaggio alla Juventus sarebbe stato concluso.
Quando Blanc e Secco a primavera sono tornati sul brasiliano, hanno trovato ampia disponibilità anche se Diego ha preteso un ingaggio leggermente superiore a quello che aveva concordato nel 2008 e il Werder un cifra superiore a quella della stagione precedente (18-20 milioni contro i 24,5 pagati quest'anno).
Un ulteriore sacrificio che ha permesso una rapida conclusione dell'operazione. La Juve non si è certo pentita di averlo fatto, anzi. Va a finire che il colpo dell'anno lo hanno fatto proprio i bianconeri. Hanno preso il giocatore più forte a un prezzo accessibile. Chi è stato più bravo?
Luciano Bertolani












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