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mercoledì 25 marzo 2009

Juventus - Cassano: fantasie di calciomercato

Metti una mattina a pranzo tra John Elkann e Riccardo Garro­ne. Era la fine della scorsa stagione, l'ipotesi Cassano alla Juve cominciò a prendere corpo allora. Curioso che dieci mesi dopo si ricrei una situa­zione sovrapponibile a quella di Ge­nova. Stavolta a Torino, ufficiale l'occasione di incontro, la presenta­zione della Scuola di alta formazio­ne al management che la Fondazio­ne Agnelli ha costituito con la Fon­dazione Garrone e la Fondazione Pi­relli.
"Speriamo di trovare la Sam­pdoria nella finale di Coppa Italia"
. Così cerca di uscirne elegantemen­te John Elkann, presidente di Exor e vicepresidente Fiat.
"Con Garrone non abbiamo parlato di Cassano"
, il passo successivo per buttare acqua sul fuoco della curiosità creato da un suo scambio ravvicinato di battute con il presidente della Sampdoria.
la Situazione - Acqua sul fuoco, appunto. Quello di cui Juve e Samp sentono bisogno in questo momen­to. Perché ormai l'interesse è stato scoperchiato, così come qualche col­loquio sull'argomento mirato a fis­sare i paletti dell'operazione per portare Antonio a Torino.
La socie­tà bianconera si è innamorata di questa idea quasi senza accorgerse­ne, nel senso che i monitor su Cassa­no si sono accesi dal suo rientro in Italia, ma inizialmente c'era solo l'intenzione di capire come tornava dall'esperienza al Real.
La Juve ha scoperto un Cassano rinato, perché evidentemente il ragazzo e il suo manager, l'avvocato Bozzo, avevano fatto il ragionamento più gusto ac­cettando di ricominciare la sfida da una piazza come Genova, sponda Samp.
a quel punto la Juve ha comincia­to a pensare che l'Inter da una par­te e Roberto Mancini dall'altra, avrebbero potuto cominciare a rap­presentare una tentazione forte per il campione ritrovato.
Da lì l'interes­se è cresciuto, le necessità tecniche in prospettiva della prossima stagio­ne si sono delineate.
La Juve, che la­vora anche su due altri grandi obiet­tivi come Milito e Quagliarella, ha stretto l'obiettivo su Cassano, è ve­nuta fuori l'ipotesi di procedere sul­la base di una quota in denaro attor­no ai dodici milioni ed è stata presa in esame la richiesta della Samp per Giovinco, il cui valore di sette milio­ni per la metà coprirebbe il resto dell'operazione.
Certo, tutto questo scoperchiato a marzo crea problemi: Giovinco non sarà contento, i tifosi della Samp non saranno contenti e hanno già comin­ciato a chiedere chiarezza, la socie­tà blucerchiata e quella bianconera hanno tutta la stagione aperta, per­ché la Juve spera di giocarsi ancora lo scudetto e in Coppa Italia conti­nua a credere nella finale, anche se la Lazio sarà un osso durissimo.
Pe­rò John Elkann parla di finale di Coppa Italia. E spera di trovarci la Samp. Come se quello potesse esse­re uno spartiacque per ricominciare alla luce del sole. Juve- Cassano, avanti, ma a luci soffuse.
di Alessandro Mita e Fabio Massimo Splendore
Corriere dello Sport Mercoledì 25 Marzo 2009

sabato 7 marzo 2009

Antonio Cassano a Che tempo che fa


Video di Antonio Cassano

Fantastico Antonio Cassano = Fantantonio?!





mercoledì 4 marzo 2009

Antonio Cassano Goal e Statistiche

Antonio Cassano Goal e Statistiche
Stagione Squadra Competizione Presenze Reti
2008-09 Sampdoria Serie A 21 7
2007-08 Sampdoria Serie A 22 10
2006-07 Real Madrid Serie A 19 2
2005-06 Roma Serie A 5 2
2005-06 Roma Coppa Uefa 2 1
2004-05 Roma Serie A 31 9
2003-04 Roma Serie A 33 14
2003-04 Roma Coppa Uefa 6 4
2002-03 Roma Serie A 26 9
2001-02 Roma Serie A 22 5
2000-01 Bari Serie A 27 3
1999-00 Bari Serie A 21 3

lunedì 2 marzo 2009

Biografia di Antonio Cassano

Antonio Cassano tira i primi calci al pallone nei campi di Bari vecchia, poi nella squadra giovanile della ProInter ed infine indossa la casacca del Bari. Dopo aver entusiasmato nei campionati giovanili l'allora mister della prima squadra Fascetti decide di farlo esordire in serie A all'età di soli 17 anni. Antonio ripaga ben presto la fiducia concessagli, realizzando contro l'Inter uno straordinario gol in contropiede.
Intorno a lui si scatenano subito gli appetiti dei grandi club, apparentemente Roma e Juventus su tutti, e per la cifra di circa 60 miliardi di lire Cassano vestirà la divisa giallo rossa a partire dall'estate del 2001, potendo così giocare con il suo idolo calcistico: Francesco Totti.
Nelle ultime stagioni il campione barese progredisce costantemente sotto il piano tattico e della disciplina in campo e fuori, anche se per la verità, questo è ancora l'aspetto che costituisce il suo tallone di achille. I gol segnati passano dai 5 della prima stagione ai 14 dell'ultima, con prestazioni sempre più continue e convincenti tanto da fargli meritare la chiamata di Trapattoni per gli Europei del 2004.

La stagione 2004 - 2005 ha visto proseguire il talento barese sulla via della consacrazione nel palcoscenico del calcio mondiale, tuttavia la situazione della Roma calcio sicuramente non ne ha favorito la tranquillità emotiva di cui necessita.
I numerosi cambi di allenatore alla direzione tecnica della squadra, da Prandellia a Voeller, da Del Neri a Bruno Conti ed ora a Spalletti non hanno permesso che si formasse quell'affiatamento indispensabile a far rendere al meglio un carattere come quello di Cassano.
Non sorprende quindi più di tanto che Antonio si senta attratto da un'esperienza con il suo vecchio allenatore Capello alla Juventus, che malgrado la fama di carattere "burbero e dispotico", aveva allacciato un rapporto autentico di stima reciproca con il giocatore.
Forse in quest'ottica sono da leggersi le difficoltà per il rinnovo contrattuale, non certo poi favorite dalla proposta al risparmio della Roma che dopo aver ottenuto i prolungamenti con Totti e Montella, ha deciso di fare economie per mantenere bilanci sani proprio sul suo talento in prospettiva futura più luminosa.
Sarà che Cassano a Roma comincia a sentirsi soffocato, messo sul rogo della pubblica piazza da una società che dopo la partenza di Capello non é stata più in grado di guidarlo e difenderlo, sarà che la sensazione di un ridimensionamento futuro degli obiettivi della squadra sembra purtroppo evidente, ed il caso, o meglio, pasticcio, Mexes é solo una ciliegina su una torta indigesta per i tifosi, ma questa volta il richiamo delle sirene juventine sembra a tutti veramente preoccupante.
Se non per la prossima stagione, come Moggi giura e quindi con l'apprensione che le sue affermazioni di questo tipo generano, il timore è quello di perdere un calciatore come Antonio Cassano, pagato 30 milioni di euro, a parametro zero la prossima stagione.
Ottimo affare non vi pare?

Nato il, a:
12 luglio 1982, Bari
Altezza e Peso Forma:
1.75 m e 72 Kg
Piede di calcio
Destro naturale
Ruolo e posizione in campo
Attaccante capace di coprire indistintamente l'intero fronte offensivo
Numero di Maglia nell'ultima stagione
18
Esordio in Serie A
11/12/1999, Lecce-Bari 1-0

mercoledì 7 gennaio 2009

Antonio Cassano e la Nazionale

Quello fra Antonio Cassano e la Nazionale è un rapporto tormentato, che però preannuncia un grande futuro.
É inutile negare che alcuni atteggiamenti del campione giallo rosso abbiano in pratica costretto, l'allenatore dell' Under 21 italiana, Gentile, ad allontanarlo per non rovinare lo spirito del gruppo azzurro, tuttavia, nella nazionale maggiore, Cassano sembra avere la sua giusta dimensione.
Questo perchè il giallo rosso, probabilmente a livello inconscio, reputa sia i giocatori che lo circondano a Coverciano, come Totti Nesta e Vieri, più consoni al proprio livello sia i traguardi ai quali ambire sicuramente più prestigiosi per la sua carriera.
Già agli ultimi Europei di Portogallo 2004 Cassano si è dimostrato il miglior giocatore della nazionale italiana ofuscando ogni altro compagno di reparto e segnando una delle poche note positive della compagine presentata da Trapattoni.
Anche nel progetto del nuovo corso della squadra nazionale, affidato a mister Lippi, Cassano sarà sicuramente uno dei tasselli fondamentali, così come dichiarato dallo stesso CT al momento della presentazione alla stampa e come, dopo tutto, risulta anche assolutamente logico vista l'indiscutibile qualità del giocatore.

lunedì 5 gennaio 2009

Antonio Cassano e la Roma

Antonio Cassano esordisce con la maglia della ROMA l'8 settembre 2001, nella partita Roma - Udinese.
Da subito, per tutti gli osservatori, risulta evidente l'affiatamento e la straordinaria sintonia calcistica della coppia romanista TOTTI - CASSANO.
Tuttavia, per i tempi di maturazione richiesti ad un calciatore trapiantato da una società perennemente in bilico fra Serie A e Serie B, il Bari, all'interno di una squadra in grado di competere per i traguardi più ambiziosi, la Roma, la prima stagione non è esaltante.
Fortunatamente Cassano a Roma trova un grande conoscitore di calcio e campioni, Capello, il quale alternando "il bastone e la carota", continua il lavoro di evoluzione caratteriale che già Fascetti aveva intrapreso ai tempi del Bari.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti, il campione barese è stato agli Europei di Portogallo 2004 il miglior calciatore italiano tanto da essere entrato nelle mire dei Galacticos del Real Madrid di Florentino Perez. Questa stagione non è certo cominciata nel migliore dei modi per i vari problemi muscolari che hanno afflitto il calciatore ed in più il caso Prandelli crea qualche preoccupazione per il futuro.
In ogni caso è bene fare i migliori auguri al mister visto che in questi casi, lo sport ed il calcio, per quanto possano considerarsi importanti devono passare in secondo piano.

sabato 13 dicembre 2008

Antonio Cassano si guadagna il Tapiro d'oro per le dichiarazioni pre Derby

Dalla serie "Il Silenzio è d'oro" ... come il Tapiro di Striscia la Notizia

martedì 9 dicembre 2008

La storia di Antonio Cassano dalla Pro Inter al libro Dico tutto

La storia di Antonio Cassano dall'esordio in Serie A, alla prima intervista con la Mamma nella casa di Bari Vecchia ai brani del suo libro letti da Mingo di Striscia La Notizia.
E a seguire l'intervista di Fazio a che Tempo che fa.





domenica 7 dicembre 2008

Cassano prima del derby Sampdoria - Genoa


Alla vigilia del derby, Cassano si confessa a tutto campo, fedele al titolo del suo libro "Dico tutto".
Il folletto della Samp parla della sfida con il Genoa ("Noi siamo più forti. E loro lo sanno. Voglio che i nostri tifosi facciano una bolgia e coprano le voci dei supporter rossoblù"), ma soprattutto di nazionale.
E, pur ribadendo la sua stima per Lippi ("Con me è sempre stato corretto"), riconosce di avere paura di non essere più convocato in azzurro.
"La convocazione è sempre un problema - dice Fantantonio ai microfoni di Sky -. Naturalmente a decidere è solo Lippi, ma sento puzza di bruciato. Nel senso che il mio intuito mi dice che per me non ci sarà spazio in nazionale finché ci sarà Lippi come commissario tecnico.
Non so perché non mi chiami, forse crede che ci siano altri più forti di me. Naturalmente se dovesse convocarmi mi comporterei bene, però l'importante per me è avere le stesse possibilità degli altri.
Non mi interessa andare in nazionale per scaldare la panchina o per un ruolo che non è mio."
Ma ecco l'intervista completa al fuoriclasse di Bari Vecchia. È un po' lunga, ma, vi assicuraimo, vale la pena di leggerla fino in fondo... C'è un po' di depressione dopo Liegi? Cosa diciamo ai tifosi?
"Non penso ci sia depressione per una sconfitta meritata: abbiamo perso una partita in cui abbiamo giocato male, però ci può stare perché in questo anno e mezzo abbiamo fatto un record in Europa: dieci partite senza perdere.
Penso che tutto il nervoso e la carica che abbiamo li sfogheremo su quegli altri…."
Quegli altri chi sono? "Quelli dell'altra sponda…" i genoani? "sì, quelli dell'altra sponda". All'inizio della stagione dicevano che i genoani erano un po' pallidi, adesso si sono fatti le lampade…
"Le lampade non servono, perché quando arrivi a un certo punto le lampade non le fai più e diventi bianco."
Quindi tu sei ottimista?
"Alla grande, perché non dovremmo esserlo? Quello che ho detto all'inizio della stagione, lo ripeto oggi: noi siamo più forti di loro, ne sono convinto ancora.
Poi i derby sono partite particolari, può succedere di tutto, però loro devono sapere, che aprano bene le orecchie, che noi siamo più forti di loro."
Sul derby
"La cosa che voglio dire è che domenica noi saremo 26mila, loro in 11mila e non voglio minimamente sentire che loro urlano.
Appena loro urlano dobbiamo gridare molto di più, non si devono sentire, domenica deve essere una bolgia, già dall'inizio, prima della partita, dobbiamo essere carichi a pallettoni.
Lo siamo già adesso. Bolgia nel senso positivo, senza andare oltre il limite, sempre con rispetto, la bolgia nel senso di tifo."
C'è una cosa che ti senti di dire ai tifosi genoani?
"Voglio solo ricordargli che ho giocato a Bari e ho fatto gol al derby, ho fatto gol a Roma al derby, ho fatto gol a Madrid al derby.
Mi manca un solo derby per fare gol."
Sul primo derby a Genova.
"L'esordio è stato importante perché nella prima partita contro il Genoa c'è stata un po' di emozione, perché dovevo ritornare ad essere un giocatore a certi livelli, dovevo riprendere la forma.
Al ritorno è successo quello che è successo. Però, penso che il passato ormai sia andato, archiviamo il passato, questo è il presente e dobbiamo pensare al futuro."
Nel derby di ritorno avevi dato molte palle-gol a Maggio e nel libro hai detto: "se non segnava lo ammazzavo…"
"Non lo ammazzavo, non ero convinto che avrebbe fatto gol, me lo auguravo. Mi sa che quel giorno avrei dovuto crossare e andare in mezzo a chiudere l'azione per fare gol, perché non riuscivamo a fare gol e lui se ne era mangiati 6-7.
L'importante è che il 7 maggio abbiamo festeggiato."
Ti manca Maggio? "Devo dire la verità?". Sì.
"Noi abbiamo due buoni giocatori che sono Palladino e Stankevicius, però mi manca."
Quello che tu dici agli esterni è…
"Voi andate avanti e poi la palla per fare gol ve la ritrovate."
Riti e scaramanzie da derby.
"Nulla. Non sono scaramantico, non ho riti, niente. La mia scaramanzia, il mio rito, è la mia testa: se mi sveglio bene la mattina, gli altri devono prendere paura, ma tanta paura."
Quando ti accorgi se ti svegli bene? "Te lo faccio vedere domenica". Un appello affinché sia un bel derby.
"La cosa importante è che ci sia molta sportività da ambo le tifoserie. Genoa si è sempre contraddistinta per le tifoserie che si sono sempre comportate bene, è importante che sia un gran derby, una grande festa."
Qual è il derby dei sogni, tra i tanti che hai giocato?
"Al primo posto metterei quello a 18 anni con il Bari, il mio primo derby, il ritorno però, quando ho fatto gol e abbiamo vinto 3-1, quello è stato un derby importante.
Però i derby sono sempre stati importanti per me, perché poi diventi in automatico l'idolo delle tifoserie.
Infatti a Roma sono diventato l'idolo quando ho fatto 3-4 gol, a Madrid non sono diventato idolo, mi hanno cacciato via, però ho fatto gol lo stesso, e a Genova quando ho fatto una gran partita l'anno scorso, anche se penso che ero già da prima nel cuore dei tifosi."
Però c'era un po' di paura tra i genoani quando stavi per entrare in campo…
"Quando ti dico che le lampade non servono a niente, possono anche vivere con il solarium addosso… hanno paura quando sono in campo, fidati."
Il Genoa è più forte dell'anno scorso?
"sì. Ha un giocatore, secondo me, straordinario. Oggi, anche se lui gioca nel Genoa, è fra i cinque attaccanti al mondo, è fortissimo."
Come si spiega il fatto che la Samp sia bella in casa e non fuori?
"L'approccio che abbiamo in casa, non l'abbiamo fuori. Fuori siamo un pochino timorosi, invece in casa spingiamo tutti all'arrembaggio, siamo più spregiudicati.
Anche l'anno scorso abbiamo avuto un po' di problemi all'inizio, poi ci siamo ripresi."
Fuori casa com'è il tuo rendimento?
"Abbastanza buono. A Cagliari non ho fatto una brutta partita, a Napoli ho fatto una buona gara, anche a Roma con la Lazio.
Le squadre che giocano in casa corrono tanto, ti mettono apprensione, è normale che se non mi arrivano tante palle posso andare anche io in difficoltà, però non penso che per me ci siano problemi tra casa o fuori casa."
Com'è la vita per uno come Cassano? Ci sono i genoani che rompono le scatole?
"No, assolutamente no, a Genoa si vive per il derby dalla mattina alla sera, però tutti i genoani che ho incontrato per strada hanno sempre avuto grande rispetto, complimenti, senza andare mai oltre il limite, a differenza di altre città in cui ho vissuto, che un pochettino rompevano le scatole, andando oltre il limite.
Qui c'è grande rispetto, parlo per me."
Lo stesso rispetto che provano i sampdoriani per Milito.
"sì, penso che devono dire la stessa identica cosa perché tutti i genoani mi rispettano e i sampdoriani che capiscono di calcio se vedono Milito possono solo fargli i complimenti e basta, perché è un grandissimo calciatore."
Se non ci fosse il derby, Genoa perderebbe qualcosa?
"sì, perché sia al calciatore del Genoa che quello della Sampdoria, quando arrivano qui, gli ricordano le date dei derby, che sono fondamentali.
È normale che ci sia il fascino del derby, penso che sia, a livello di sportività, il migliore in Italia, in assoluto, perché si insultano dalla mattina alla sera, sempre nel limite, però sempre con grande rispetto."
C'è qualche amico nel Genoa?
"Per me la parola amico è molto importante. Sì, gente con cui ho giocato, tipo Ferrari, Sculli, Modesto, sono ragazzi che conosco, però amici no."
Meritato il Pallone d'oro per Cristiano Ronaldo?
"Assolutamente sì, ha fatto una stagione strepitosa: ha vinto la Champions, il campionato e ha fatto 43 gol.
Ha vinto il Pallone d'oro ma non vuol dire che sia il più forte giocatore del mondo."
Perché il più forte calciatore al mondo è…
"Messi, è sopra tre gradini su tutti gli altri, in assoluto. È come se gioca un bambino di 10 anni e uno di Serie a, c'è tantissima differenza tra Messi e tutti gli altri calciatori."
e Cassano a quanti gradini è?
"Cassano mi sa che è ancora all'inizio delle scale per salire a Santa Rita, non so quanti gradini ci siano, 120-130."
Perché hai usato il 50% del tuo talento?
"Il con il 50-60% sono contento, sono felice. Avevo una testa malata, sono un po' esaurito, però sono contento così."
L'anno scorso hai fatto il gavettone a Mazzarri…
"Avevo promesso… così come avevo promesso a Capello che avrei fatto due gol alla Juve. Avevo promesso a Mazzarri che avremmo vinto il derby."
Le promesse non si raccontano, però c'è una promessa su questo derby? "Pensiamo alla partita e basta". Qualcuno si è arrabbiato per il libro?
"Penso una marea di gente, ma sono cavoli loro. Io dico la mia verità, poi gli altri si possono offendere o meno, è un problema loro, dico quello che penso."
Ti aspettavi di entrare prima nella classifica dei libri che nelle convocazioni di Lippi?
"Le convocazioni sono sempre un grande problema, Lippi deciderà se chiamarmi o no, però a Bari si dice che "si sente puzza di bruciato" e quando sento puzza di bruciato significa che c'è molta poca possibilità che possa andare in Nazionale, non so il motivo, può darsi che ci siano altri più forti, probabilmente per lui è così.
La realtà dei fatti dice che non sarò più convocato in Nazionale finchè ci sarà questo allenatore. Ti ripeto, lui è stato sincero e onesto, ancora oggi lo dico, non mi ha mancato di rispetto, mi ha fatto un discorso corretto da persona corretta, mi ha detto: "Se tu avessi giocato con continuità, ti avrei al Mondiale"".
Se lui ti chiamasse potresti comportarti come hai fatto con Donadoni, cioè benissimo?
"Non sono mai andato da un allenatore a prenderlo a pugni, ho litigato e discusso, gli altri sono furbi perché allenano i giornalisti, io non alleno nessuno.
Se vado in Nazionale o da un'altra parte mi comporto come reputo giusto, poi possiamo avere degli screzi.
Gli altri si comprano i giornali, io no, vengono coperti, perché ci sono tanti finti santi nel calcio, tanti pretini…."
Se Lippi viene a farti un discorso, tu sei pronto a stringergli la mano?
"Assolutamente sì, l'importante è che se vado in Nazionale non devo andare a guardare, me la deve far giocare come tutti gli altri e farmi fare il mio ruolo.
Se devo andare e fare il centrocampista o a riscaldare la panchina o la tribuna, è giusto che rimanga a casa.
Sono a disposizione, anche se non mi chiamerà mai. Le storie le vedo prima degli altri…."
Nel 2006 hai tifato però?
"Sono sempre italiano, nel cuore, mi dispiaceva non esserci però amen, mi sono buttato in piscina, sono italiano, non importa niente.
Ha vinto la mia nazione e sono orgoglioso. Nella vita non devi vincere un Mondiale per essere soddisfatto, ho già avuto tanto io, sono soddisfatto."
Chi andrà a dormire felice domenica: il Principe o Peter Pan?
"Lui dorme sicuramente più scomodo, perché vive vicino a casa mia, io sono più comodo di lui, speriamo che sia così anche domenica."
Tornerete in macchina insieme?
"No, è meglio che lui vada al secondo piano e lui al quarto e domenica ci si possa riposare in santa pace."
Qual è il posto più bello di Genoa?
"Il mio residence, quando mi sveglio di mattina e vedo il mare."
da Tutto Sport Domenica 7 Dicembre 2008

giovedì 4 dicembre 2008

Antonio Cassano dal Bari alla Sampdoria

Sampdoria & Cassano
Prestito con diritto di riscatto per la formazione blucerchiata, speriamo che Antonio possa ritrovare la continuità nelle giocate che gli sono proprie e tornare ad affermarsi come protagonista nel campionato italiano. Si vocifera anche che sotto l'operazione Sampdoria possa nascondersi il presidente nerazzurro dell'Inter Moratti, che su imbeccata del mister Mancini, da sempre grande estimatore del barese, avrebbe bloccato per la stagione 2008-2009 il giocatore. Vedremo ...
Estate 2007
Speriamo che questa volta siano reali le prospettive e le speranze per riportare Antonio Cassano in Italia. Le squadre più accreditate al momento sono Inter Milan e Napoli,
vedere Cassano in biancoazzuro sotto il Vesuvio sarebbe forse la miglior cosa che potrebbe capitare nel futuro del barese.
E adesso si parla di un ritorno in Italia
Della fin qui sfortunata esperienza al Real Madrid si può dire ben poco, purtroppo da una situazione ambientale certamente difficile, con la squadra merengues ormai subordinata nella Liga al Barcellona di Ronaldinho, e con campioni ormai decisi a smettere, Zidane, o con buona probabilità a cambiare aria, Bekham, Antonio Cassano non è riuscito a tirarsi fuori da solo, colpevole anche in prima persona di un atteggiamento poco professionale, almeno per quello che si può indovinare qui dall'Italia.
Ora si corre seriamente il rischio di non vedere Antonio ai Mondiali di Germania, con il rimpianto di chi ricorda come Cassano agli ultimi Europei sia stato il migliore Azzurro in campo.
Destinazione Real Madrid
Quello che scriviamo da due anni a questa parte è ormai realtà. Uno dei club più prestigiosi d'Europa e del Mondo ha deciso di investire sul talento di Bari, mentre i nostri club più blasonati preferiscono giocatori più "inquadrabili".
Speriamo almeno che Antonio torni a far vedere il suo calcio al Santiago Bernabeu insieme ai nuovi compagni Ronaldo, Zidane e Raul!
Chi è Antonio Cassano?
Il giocatore unanimemente riconosciuto come la massima promessa del calcio italiano.
Quando e dove è nato?
Antonio Cassano nasce il 12 luglio 1982 in un quartiere di Bari vecchia, appena dopo la vittoria dell'Italia ai mondiali spagnoli.
Qual'è stata la sua prima squadra?
Antonio Cassano ha giocato nelle giovanili del Bari esordendo con questa stessa compagine nella serie A l'11 dicembre 1999.
Attualmente in quale squadra milita?
Dalla stagione 2001-02 il campione barese difende i colori giallo rossi della Roma.
Quali sono i rapporti con Capello?
Dopo un primo tempo di incomprensioni con l'allenatore si è allacciato un rapporto di stima reciproca che ha fatto esprimere Antonio in modo lusinghiero sulla sua ex guida tecnica, ora che é a Torino, generando non pochi fastidi all'interno della società capitolina.
Di Moggi e le sirene della Juventus?
Chi conosce le mosse di Moggi in anticipo è veramnete informatissimo, tuttavia l'interesse per Cassano è evidente. Come al solito il deus ex machina bianconero vuole che il trasferimento avvenga alle condizione più vantaggiose per lui, ma non sembra che attualmente la Sig.ra Rossella Sensi sia molto incline all'accordo.Che siano solo orecchie da mercante? Certo per chi firma i bilanci vedere l'anno prossimo partire a parametro zero un campione per il quale si erano spesi circe 30 milioni di euro fa male, soprattutto al portafoglio.
É reale l'interesse del Real Madrid?
Un talento purissimo e giovane come quello del gioiello barese non può non far gola a chi vuole dominare il calcio europeo e mondiale, in più la situazione economica non floridissima della compagine capitolina unita all'esigenza pubblicitaria di un grande colpo di mercato promesso dal presidente delle merengues rende l'ipotesi di un'offerta, che molti danno per già presentata, assolutamente realistica.
Da qui ad ipotizzare una cessione del giocatore però il passo è veramente un volo pindarico.
Questo lo scrivevo l'anno passato, ora la situazione deve essere rivista, la Roma potrebbe avere l'interesse, se dovesse decidere di privarsi del giocatore, a dirottarlo a Madrid piuttosto che di vederlo in bianconero, tuttavia esistono almeno due ordini di problemi: il Real sembra aver scelto di puntare su altri giocatori, e Antonio sembra preferire la vita nel Bel Paese.