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giovedì 22 ottobre 2009

Il ritorno del Canguro Mannaro: Casey Stoner

Casey StonerLa vittoria in Australia, suc­cessiva al secondo posto in Portogallo, ha improvvisamente rialzato le quota­zioni di Casey Stoner, che questa estate qualcuno dava per finito. Certo, il para­gone con quanto accadde a Freddie Spencer, che all'inizio del 1986 di fatto interruppe in modo misterioso la sua carriera, era troppo suggestivo per non essere portato all'attenzione dei tifosi, ma la realtà ha dimostrato che la miste­riosa malattia di "Fast Freddie" e l'al­trettanto misterioso stop di due mesi di Stoner, appartengono a pianeti diversi.
Spencer, infatti, non fu più la stessa macchina fabbrica- titoli ( due in con­temporanea, 500 e 250 nell'ultimo anno "vero"), Stoner al contrario sembra pro­prio essere lo stesso. Anzi no, forse è ad­dirittura più forte di quell'incredibile 26 luglio in cui si suicidò, agonisticamente, decidendo di correre il Gran Premio di Inghilterra con gomme da pioggia no­nostante una precipitazione fosse pre­vista, ma l'asfalto ancora asciutto.
Dopo Donington, Casey ha saltato ben tre Gran Premi: Brno, Indianapolis e Misano, eppure ciononostante è già in terza posizione nel mondiale avendo su­perato proprio a Phillip Island Dani Pe­drosa.
il Canguro Mannaro - Il Canguro man­naro attualmente è a -75 dalla vetta del campionato e ormai fuori dalla lotta per il titolo che vede opposti, seppure solo matematicamente, Valentino Rossi e Jorge Lorenzo, divisi da ben 38 punti.
Ma che sarebbe successo, che piega avrebbe preso il mondiale, se il minuto australiano invece di imporsi due mesi di lontananza dalle gare per recuperare da non si sa ancora quale malattia, aves­se deciso solo di vivacchiare, un po' co­me un maratoneta incappato nella crisi del 32° km? Facciamo un po' di conti.
Naturalmente il nostro è solo un gioco, perché le variabili sono infinite, ma te­nendo conto di come è andato il mon­diale finora, con i Magnifici 4 - Rossi, Lorenzo, Stoner e Pedrosa - una spanna sopra la concorrenza, si potrebbero ipo­tizzare tre quarti posti dell'australiano e addirittura un quinto in Inghilterra, qualora avesse corso correttamente con le slick, perché in effetti peggio di così non ha fatto. Una botta di conti ci resti­tuisce 50 punti (13 moltiplicato tre, più 11), invece dei miseri 2 presi a Donin­gton.
Il risultato, voilà, è che Casey Stoner si sarebbe ritrovato a quota 243 punti, 11 di più del bottino posseduto oggi da Lorenzo e a meno 27 da Rossi e dunque ancora in lizza per il titolo.
Riflessioni - La realtà, ovviamente, è molto diversa.
" Quando ho deciso di fermarmi - ha spiegato Stoner - è stato perché dopo Barcellona mi sono trovato più volte nella situazione di essere un pericolo in pista, non solo per me, ma anche per i miei colleghi. Non potevo continuare, anche se mi sono fermato solo perché hanno insistito mia moglie e la mia fa­miglia, che si rendevano conto del mio stato. Io non avrei voluto farlo. Ora pe­rò sono conscio di non essere mai stato completamente bene. Anche all'inizio del campionato. In Australia, durante la gara, ho atteso che da un momento all'altro mi piombasse addosso la stan­chezza. Frenata dopo frenata mi dice­vo: alla prossima sentirai le braccia molli. E poiché non accadeva ho prova- to una sensazione bellissima ".
Nessun rimpianto, dunque, per l'au­straliano.
" Non c'è alcun motivo di sedersi a pensare a ciò che avrebbe potuto esse­re. Comportarsi così è vivere nel passa­to
- ha aggiunto Casey - Per questo non sono amareggiato, nonostante quest'an­no avessimo la possibilità di batterci per il titolo. La moto, l'ho detto più vol­te, era competitiva: non lo ero io. Ma adesso dobbiamo guardare al futuro, al 2010".
Oggi l'obiettivo di Stoner per il 2009 è quello di confermare il terzo posto in campionato. Attualmente ha 6 punti di vantaggio su Dani Pedrosa.
Dall'inviato Paolo Scalera a Sepang
Corriere dello Sport Giovedì 22 Ottobre 2009

domenica 4 ottobre 2009

Stoner è tornato

Dall'inviato Paolo Scalera Estoril - Stoner è tornato. Un fi­lo ingrassato - 60 chili contro i 56 della fuga - sicuramente più ab­bronzato, ma non diverso. Il suo sorriso è sempre schivo. Appare e scompare con la rapidità di un sof­fio di vento.
Forse è cambiata, in meglio, la sua bella moglie, Adria­na, che si è presentata con i capelli schiariti stretta in un provocante abitino nero. Sapendo che Casey in Australia è andato molto a caccia con l'arco, arma efficace quanto si­lenziosa, le abbiamo gettato solo una occhiata di traverso, senza far­ci notare.
L'unica novità, ora che lo abbia­mo rivisto e c'è la certezza che risa­lirà in sella alla sua Ducati questo pomeriggio, è che finalmente sap­piamo che il famoso pesce con il quale Casey fu ritratto sulle pagine di 'Northern Territory' in una foto che ha fatto il giro del mondo - ol­treché far incazzare lo sponsor Marlboro - non lo prese lui. Né tan­tomeno lo mangiò.
"Quei pesci sono buoni se pesca­ti in mare - ha puntualizzato il Can­guro Mannaro con uno dei suoi ra­pidi sorrisi - quello era di lago. Il giorno dopo ne ho presi di più gros­si e più buoni."
In un certo senso facevano parte della cura, di quale male però nes­suno ancora lo sa perché bassi li­velli di sodio, aste­nia, pressione bassa, possono essere ricol­leggati a tutto e nul­la.
"Ho fatto molti esa­mi del sangue - ha ri­cordato Stoner - e moltissimi test medi­ci. Qualche valore fuori dalla norma c'è, ma nulla che veramente possa spiegare il mio malessere che è iniziato prima del gp di Barcellona e poi è peggiora­to, tanto che in quel periodo spesso ho detto alla squadra che la colpa della mancanza di risultati era mia, non della moto. Non mi sento colpevole con la Ducati per aver deciso di non correre: è stata una mia decisione, ed una decisione du­ra da prendere, probabilmente l'unica. E mi ha fatto soffrire. Sono molto dispiaciuto per la squadra ed in questo periodo non sono riuscito a vedere le gare, anche se sono sta­to informato dei risultati: semplice­mente non ce la facevo a guardarle, tanto mi mancavano le corsa. So che la mia moto è finita addosso ad altri piloti ( a Brno n.d.r) ed è saltata sui muretti ( ad Indy).
Per fortuna non c'ero sopra io. Però mi sembra a posto."
Con questo Casey ha risposto alle voci che mormoravano che il suo, in effetti, fosse un ritiro. E non è stata, que­sta, l'illazione più irriguardosa, vi­sto che si è parlato anche di proble­mi amorosi.
"Lo so, ho sentito tutto, anche quel­le voci - ha replicato l'australiano, che sarebbe arrossito senza l'ab­bronzatura - ma non c'è nulla di ve­ro. La prima settimana in Austra­lia, dopo Donington, dove sicura­mente ho commesso un errore io sbagliando la scelta delle gomme, l'ho passata in riposo assoluto, poi ho modificato la mia dieta...ora non sono ancora al cento per cento. So che rimontando in moto avvertirò dolori in tutto il corpo, ma affronte­rò queste ultime gare della stagione cercando di dare il massimo. Io ago della bilancia del campionato? Può essere, farò in modo comunque che gli altri piloti non siano felici per il mio ritorno."
Durante la sua assenza l'ingegner Filippo Preziosi ha lavorato per lui: nel box ad attenderlo ha trovato una Gp9 rinnovata nell'aerodinamica.
"Ora è più facile e meno faticosa da guidare. Doveva debuttare a Phil­lip Island, siamo riusciti ad appron­tarla per l'Estoril"
, ha detto Prezio­si.
"Non mi sento colpevole della mia assenza - ha ripetuto Stoner - mi sento responsabile nei confronti della squadra."
Se queste erano le scuse che la Marlboro pretendeva, è stata ac­contentata. E poi, naturalmente, c'è il pesce. Non lo aveva pescato Ca­sey.
Corriere dello Sport Venerdì 2 Ottobre 2009

mercoledì 5 agosto 2009

Stoner ... non Casey ma Adriana Stoner


Casey Sto­ner ha 22 anni ed è sposato già da due. Quando ha firma­to per la Ducati è arrivato al­la presentazione del team in luna di miele con la longili­nea Adriana, allora diciotten­ne.
I due si sono conosciuti perché lei era una sua tifosa, ma quella dell'autografo sul pancino è una leggenda. Semplicemente i due non hanno potuto evitare di anda­re all'altare, e da come si guardano è facile capire il perché.
Lo scambio degli anelli, fra i due, è una ceri­monia che si ripete ad ogni Gran Premio: Casey se lo sfi­la dall'anulare prima del via, lei glielo rimette, dopo un ba­cio, molto spesso nel recinto dei vincitori.
" Quando ho conosciuto Adriana ho capito subito che era la ragazza perfetta per me e non l'ho voluta perdere, per questo l'ho sposata subito
- racconta Stoner, ruvido fuo­ri, morbido dentro - qualcu­no ha detto che siamo troppo giovani, ma l'età è solo un nu­mero. E poi da quando vivo con lei sono molto più felice, il matrimonio mi ha dato sta­bilità e se sono felice quando sono lontano dalle piste, so­no più felice e guido meglio quando invece vi sono ."
Per i giovanissimi appas­sionati Stoner è diventato un idolo anche per questo: chi non invidierebbe un ragazzo iridato a 21 anni con al fian­co una dolcezza del genere? Adriana poi è un tipino parti­colare. Silenziosa, ma sem­pre con scarpe con tacchi a spillo spettacolari. Il pad­dock mormora quando Ca­sey entra nel box e lei si alza per cedergli il seggiolino.
" Sono più maturo da quan­do Adriana è con me - ri­prende l'australiano - so di non aver un carattere perfet­to: prendo fuoco troppo facil­mente, ma con lei al fianco sono stimolato a diventare un uomo migliore.
Lei mi tie­ne calmo. E poi quando viag­gio a volte mi innervosisco mentre lei invece è sempre quieta e se la situazione mi sfugge di mano ci pensa lei.
La ammiro per questa sua capacità. Ovviamente fac­ciamo una vita stressante, ed a volte tocca a lei essere ner­vosa. Ma non lo è mai quan­do sono nervoso io ."
Non è stato un caso che Stoner sia cambiato in me­glio come pilota con Adriana al suo fianco.