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domenica 13 dicembre 2009

Intervista a Flavia Pennetta

Che effetto le fa essere diventata una star?
"é un bell'effetto, perché è bello esse­re riconosciuti per quello che si fa. Ma quando mi fermano per strada è sem­pre una strana sensazione."
Quanta fatica costa restare al vertice?
"é molto faticoso, è un lavoro fisico e mentale. Bisogna mettere da parte va­rie cose, però mi piace."
Quando ha capito che il suo sport po­teva essere un lavoro?
"a un certo punto mi sono posta un li­mite: se riesco bene, se no faccio al­tro ."
e' difficile arrivare?
"Arrivare è dura, resistere è ancora più dura."
Cosa serve?
"Concentrazione. Io sono un'impulsiva e un'agitata e non va bene, però sono migliorata tantissimo."
Come?
"In federazione con un team e uno psi­cologo sportivo. Da piccola facevo pro­prio fatica. Negli ultimi tre anni mi ha seguito uno specialista, è un lavoro leggero, mirato. Non ho mai fatto una vera terapia psicologica."
Dove abita?
"Mi divido tra Barcellona, dove ho la sede di lavoro; la Svizzera, il posto più tranquillo dove preferisco stare; e Brindisi, la mia città, che però fre­quento poco."
Come si vive con la valigia in mano?
"Non è facile, un posto fisso non ce l'­ho e non so quale potrebbe essere. Chissà, quando smetterò non saprò co­me fare."
Questo non le dà un senso di instabi­lità?
"i continui cambiamenti danno insta­bilità. Mi manca un punto fermo. For­se è Brindisi, dove ci sono la famiglia e gli amici."
Com'era a scuola?
"Me la cavavo, nonostante le assenze e i professori che me la facevano paga­re. Non ho mai potuto fare uno sciope­ro, perché già mancavo tanto a causa del tennis; mi ricordo che i miei com­pagni mi imploravano di non entra­re... ."
Si sente donna o ancora ragazza?
"a 27 anni mi sento una donna capace di gestirsi e di dare il giusto valore al­le cose, a quelle che contano. So di es­sere più equilibrata di prima."
Come si immagina quando si ferme­rà?
"Tranquilla a casa. Mi piacciono i bambini, vorrei diventare mamma."
e' più facile lasciare o essere lasciati?
"é più facile farsi lasciare perché spesso non si ha il coraggio di lascia­re ."
Ha fatto soffrire per amore?
"sì e ho pensato che la ruota prima o poi gira... e infatti."
Ha sofferto anche lei?
"e già...".
Cos'è l'amore?
"Aprirsi e dare tutto"
Parla facilmente di sesso?
"Conoscere la parte più intima di una persona ci rende più umani, più veri e in certe occasioni più interessanti."
Come ha fatto lei con le Iene?
"Mi sono divertita a fare quell'intervi­sta, è stata un gioco, ma non pensavo che la pubblicassero anche i giornali, scritta è diventata pesante. Insomma, in un'intervista normale non parlerei di come, dove e quanto faccio sesso."
e' fidanzata?
"No".
Se lo fosse sarebbe meglio con un col­lega?
"Con un tennista sarebbe più sempli­ce ."
Qual è il segreto perché una relazione funzioni?
"Io cerco di non dimenticarmi mai di me stessa. Non pensarsi troppo nell'al­tro fa star bene lo stesso."
Cosa non sopporta delle persone?
"La falsità o il dimostrarsi quello che non si è."
Ha tanti amici?
"Quando le cose vanno bene sono tan­ti, quando vanno male scompaiono. Per me contano quelli che restano."
Qualche giorno fa c'è stata una mani­festazione contro la violenza sulle donne, lei che ne pensa?
"Penso che forse prima non se ne par­lava e certe cose quindi non si sapeva­no. Oggi la donna è più sicura di sé, di­pende meno dall'uomo e denuncia di più. Ma continuiamo a restare più de­boli fisicamente. Anche una donna può fare del male a un uomo, soprattutto se incattivita, ma non fisicamente."
Qual è la differenza tra uomo e donna?
"La donna matura prima di un uomo, è più obiettiva, chiara, riflessiva e re­sponsabile. Siamo diversi e non ci ca­piremo mai, ma il bello è proprio que­sto ."
Che musica ascolta?
"Un po' di tutto. Mi piacciono molto i Negramaro."
D'estate sceglie il mare di casa?
"Vado a Otranto, mi piace il Salento."
Balla la taranta?
"Sono negata".
Le piace andare al cinema?
"Tantissimo, se non posso guardo i film su Internet."
Ha detto che con Brad Pitt ci andreb­be a cena...
"e certo, perché lei no?".
e con un attore italiano?
"Salemme, mi fa morire dal ridere, mi piace la sua parlata napoletana."
Cosa fa quando non gioca a tennis?
"Amo andare a cavallo anche se potrei farmi male, ma non so rinunciare."
La sua passione?
"Le moto e le macchine, mi piacciono le cose che vanno veloce. Ma la moto non ce l'ho. In macchina, una Bmw X5, mi sento più sicura."
a cosa non rinuncerebbe mai?
"Agli amici e alla mia indipendenza."
Si sente una donna libera?
"Si può essere liberi a prescindere dal­l'indipendenza. Credo che la libertà sia uno stato d'animo e mentale; men­tre l'indipendenza è anche materiale."
Chiede consigli?
"Oh sì moltissimi prima di prendere una decisione, poi faccio quello che avevo già pensato da sola."
Si trucca?
"Poco, per non sembrare di aver pre­so un pugno negli occhi."
Come veste?
"Cambio spesso. Per fortuna quando sono a Barcellona ho un armadio a di­sposizione e non solo una valigia."
Cos'è la cosa che le piace di più?
"Le scarpe, ne ho tante".
La Spagna è il posto giusto per com­prare scarpe.
"No, mi dispiace, ma come vestiamo noi italiani, nessuno."
Sa cucinare?
"Sì. Stavo sempre in cucina con mam­ma. Facevamo insieme la spesa, ho imparato tanto."
Quale stanza della casa preferisce?
"La cucina e la sala da pranzo, sono le stanze dove si vive di più anche in compagnia."
Sa cucinare la paella?
"No e preferisco il nostro risotto!."
Legge?
"Poco, sono pigra. Un libro deve esse­re molto trascinante se no mi addor­mento ."
Dorme molto e al buio?
"Buio fitto, basta un filo di luce e mi sveglio. Dormo 7-8 ore."
Ha sogni ricorrenti?
"Per fortuna no, avrei paura, mi chie­derei perché...."
Cosa fa nei week end quando è a casa?
"Qualche volta shopping, ma il sabato non conviene. Due film alla videoteca e non esco. O internet e telefono: una pantofolaia."
Tifa per qualche squadra?
"Per la nazionale di calcio e per il Ba­sket Brindisi."
Con chi si confida?
"Con mia sorella Giorgia. Abbiamo un ottimo rapporto, ci raccontiamo tutto."
e' stata un'adolescente impossibile?
"Sono andata via di casa presto. Prote­stavo, ero rissosa e polemica con gli allenatori. Volevo sempre sapere il perché di ogni cosa."
Ha paura di farsi male?
"sì, ma non sto molto attenta, infatti vado a cavallo. Penso che se deve suc­cedere qualcosa succede comunque."
Prega?
"Fino ai 14 anni andavo tutte le dome­niche in chiesa. Adesso prego, ho le mie preghiere."
e di politica si interessa?
"Zero. Mi tengo molto al margine. Ma quando tornerò definitivamente in Ita­lia sarò più attenta e informata."
Quando fa la spesa cerca l'offerta?
"Compro senza guardare, se ho voglia di una cosa la prendo."
Che rapporto ha con i soldi?
"Non fanno la felicità però ti danno quello che vuoi. Il pericolo è che se puoi avere tutto, poi non sai più cosa vuoi"
Corriere dello Sport Domenica 13 Dicembre 2009

domenica 29 novembre 2009

Flavia Pennetta un 2009 da incorniciare

Un anno magico tra il successo e il nuovo amore Quando l'avevamo intervistata ad Orle­ans, nel primo appuntamento della Fed Cup edizione 2009, Flavia Pennetta ci aveva detto che tra i suoi sogni c'era un gi­ro in moto con Valentino Rossi. Poi lui le aveva risposto, facendole dei complimen­ti, lei aveva ricambiato dopo che Vale ave­va messo in cassa il nono titolo mondiale e domenica lui le ha detto " Brava " a Fed­Cup già archiviata.
Uno scambio tra persone che si ammira­no. Ma non è solo la moto la grande passio­ne di Flavia. Lei adora i motori in genera­le. Ama la velocità. É stata su una Ferra­ri a Maranello. Guidava un collaudatore che ha tirato via gli aiuti elettronici. Pio­veva. Lui correva e lei rideva.
" Felice co­me raramente mi è capitato "
. E, se pro­prio potesse scegliere, si vedrebbe bene come pilota di rally.
Ma tutta questa velocità fa paura al pa­pà, Oronzo. Il suo più grande tifoso, quel­lo che controlla la classifica ogni lunedì mattina e sveglia la moglie Concita per co­municarle la posizione in graduatoria del­la figliola. Domenica, mentre Flavia gioca­va il punto decisivo, lui se ne stava appog­giato (anzi sdraiato) su un'inferriata. Im- mobile, mentre attorno la gente esultava.
Flavia così carina, così femminile, da bambina passava per un maschiaccio. Le piacevano i giochi dei ragazzi. Di quel pe­riodo le è rimasta la grinta, la voglia di ar­rivare passando per la porta del sacrifi­cio. Qualche maschietto di casa nostra do­vrebbe guardarla e capire come sia possi­bile migliorare anche dopo aver raggiun­to un buon livello.
La Pennetta ha ricostruito il suo servi­zio. Un colpo tecnico che si può migliora­re. Assieme a Gabriel Urpi ( allenatore, amico, confidente) ha lavorato per questo ed i frutti nella stagione appena conclusa si sono visti. Ha vinto un torneo importan­te come Los Angeles, ha raggiunto i quar­ti di finale agli us Open, è entrata nella Top 10, ha vinto la Federation Cup.
Cosa chiedere di più? Magari un nuovo amore. Ma quello, sembra, l'ha già trova­to.

sabato 15 agosto 2009

Flavia Pennetta fra le prime 10 tenniste del Mondo

Billie Jean King, Martina Navratilova, Chris Evert, Steffi Graf, Lindsay Daven­port, Serena Williams, Dinara Safina.
Ora, anche Flavia Pennetta. Nel prestigioso albo d'oro del torneo di Los Angeles si è aggiun­to ieri sera il nome della nostra numero uno, che ha battuto in finale l'australiana Samantha Stosur.
Un successo che ha con­cluso alla grande una settimana straordina­ria per l'atleta pugliese - 27 anni compiuti lo scorso 25 febbraio - capace di battere due Top Ten come Petrova e Zvonareva, non­chè una diva del tennis moderno, anche se scesa di classifica per i ben noti problemi fi­sici, come Maria Sharapova.
Per la Pennetta - che aveva perso in Cali­fornia un anno fa in finale dalla Safina - si tratta dell'ottavo successo in carriera, sicu­ramente il più importante, il secondo sul duro e il secondo consecutivo, dopo la vitto­ria di poche settimane fa sulla terra amica di Palermo, a conferma di uno stato di gra­zia che dura da più di un mese, e che spe­riamo riesca a mantenere fino alla finale di Federations Cup contro gli Stati Uniti, a no­vembre.

Dopo Wimbledon la nostra nume­ro 1 è arrivata in semifinale a Bastad e poi ha vinto a Palermo e Los Angeles, per un to­tale di 14 successi nelle ultime 15 partite giocate.
Una serie positiva che potrebbe preludere al tanto atteso ingresso tra le pri­me dieci giocatrici del mondo, un'impresa mai riuscita finora ad un'atleta italiana - tra gli uomini bisogna invece risalire a Corra­do Barazzutti, una trentina di anni fa...
- e che sembra finalmente alla portata della giocatrice brindisina, che non si è mai issa­ta al di sopra dell' 11 º posto del ranking mondiale.
Nella classifica che sarà pubbli­cata oggi la Pennetta salirà dalla 14ª alla 12ª posizione, ad un centinaio di punti dal decimo posto della Petrova - travolta a Los Angeles negli ottavi di finale - con la spe­ranza di completare l'opera nel torneo di Cincinnati che comincia oggi (in campo tut­te le migliori, si rivedrà anche Kim Clij­sters, che prova a rientrare dopo il ritiro annunciato 27 mesi fa) dove la Pennetta, te­sta di serie numero 14, incontrerà domani al primo turno una giocatrice proveniente dalle qualificazioni.
Ieri, contro una Stosur ancora a secco di successi in carriera ma recente semifinali­sta al Roland Garros e vincitrice in Califor­nia su Serena Williams, la Pennetta ha vin­to con le sue armi tradizionali: fondamenta­li molto robusti, risposte sempre aggressi­ve, passanti al bacio e grande determina­zione mentale.
Nel primo set un break al settimo gioco, nel secondo si è fatta rimon­tare da 3-1 poi ha ripreso nuovamente il lar­go infilando dal 3-3 tre giochi di fila.
Sabato invece, nella sfida tra pin-up del tennis, la Pennetta aveva battuto per la pri­ma volta in carriera la Sharapova, sempre capace di lottare ma troppo fallosa (61 er­rori gratuiti contro i 23 di Flavia).
Domina­trice assoluta all'inizio della partita, Flavia era arrivata vicina alla vittoria in due set (è stata 4-4 0-40 sul servizio della russa) ma una volta costretta al terzo ha saputo tene­re duro di fronte di fronte al momento mi­gliore della Sharapova infilando da 1-3 cin­que giochi consecutivi, dimostrando tutta la sua ritrovata maturità.
" Sapevo di dover essere aggressiva - ha detto Flavia nelle in­terviste post-match - nel secondo set ho co­minciato ad aspettare i suoi errori e le ho regalato così troppo spazio.
Il fatto è che che fino a qualche anno fa non mi capitava mai di giocare di seguito contro le migliori, le vittorie in questo torneo dimostrano che mi sto abituando...."
Avanti così, le prime dieci sono sempre più vicine.