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venerdì 1 maggio 2009

Rafael Nadal, il Cannibale" del ten­nis moderno

Rafael Nadal, il "Cannibale" del ten­nis moderno.
" Un atleta eccezionale, poten­te e resistente con un potenziale di forza mu­scolare doppia rispetto a un calciatore di al­to livello ."
A svelare lo straordinario poten­ziale fisico dell'indiscusso numero uno del ranking mondiale è il professore Julio Tous Fajardo, ricercatore associato presso il labo­ratorio della Performance sportiva, Inefc, al­l'Università di Barcellona. A soli 37 anni Tous è il guru spagnolo dell'allenamento di potenza e velocità non solo di Rafa, ma anche di Carlos Moya e Svetlana Kuznetsova. Inol­tre è consulente per il lavoro fisico e la forza del Barcellona calcio, nonché consulente dal 2006 della Sampdoria, a stretto contatto con il preparatore atletico Roberto Sassi.
Guru - Tennis, disciplina individuale per eccellenza, e calcio sport simbolo del gioco di squadra. Due mondi con molte similitudini dal punto di vista fisiologico e della prepara­zione fisica.
" Io lavoro in entrambi in campi perché le caratteristiche del tennista sono vi­cine a quelle del calciatore.
La mia metodo­logia è specifica a migliorare resistenza e po­tenza: il tennis è come uno sport di squadra in cui è richiesta la capacità di mantenere al­to il livello di potenza per un lungo periodo.
In questo il tennis è uguale al calcio, con le stesse risposte fisiologiche ."
Il professore spagnolo ha parlato della pre­parazione fisica nel tennis, e non solo, nel suo intervento ieri al Salone d'Onore del Coni, nel Seminario internazionale sull'allenamen­to della velocità e della forza veloce negli sport di potenza.
Il primo del nuovo ciclo vo­luto dal Coni in vista dell'Olimpiade di Lon­dra 2012.
" L'unica differenza tra lo sforzo di un tennista rispetto al calciatore è nella du­rata dell'impegno - spiega Tous - Nadal può restare in campo un'ora ma anche cinque, come è già accaduto qui a Roma contro Co­ria.
Nel calcio, invece, si può arrivare al mas­simo ai supplementari ."
Prevenzione - Tra i segreti della prepara­zione di Nadal, anche la particolare attenzio­ne alla prevenzione degli infortuni:
" Quando si è costretti a giocare ai massimi livelli per dieci mesi l'anno, disputando 90-100 match come fa Nadal, il primo obiettivo è quello di prevenire gli infortuni mantenendo costante il livello atletico.
Lo stesso problema c'è an­che nel calcio, dove spesso non c'è il tempo per un lavoro preventivo visti gli impegni sempre più serrati ."
Inevitabile il confronto con Roger Federer, numero 2 al mondo. Più sulle caratteristiche fisiche che sull'età (23 anni lo spagnolo, 28 il campione svizzero):
" La preparazione di Na­dal è focalizzata a mantenere elevata la po­tenza massima il più a lungo possibile.
Men­tre Federer fa più fatica a imporsi sui 5 set, per questo va a cercare il punto dopo due, tre scambi.
Sa di non tenere la distanza. Anche se tecnicamente è un gradino sotto, Nadal compensa lo svantaggio con una maggiore resistenza alla velocità.
La sua valutazione della potenza è due volte superiore a quella di un buon calciatore ."
Modello Coni - Anche dietro lo storico oro olimpico a Pechino dell'hockey su prato spa­gnolo c'è la regìa atletica di Tous:
" Ho un fee­ling particolare con le Olimpiadi: ho deciso di specializzarmi in questo campo seguendo da ragazzo in tv i Giochi di Barcellona '92, quando ancora vivevo nelle Canarie ."
Un ri­conoscimento importante al ruolo del Coni nei confronti di allenatori e scienziati.
" Sono stupito dalla vostra organizzazione sportiva che non si limita solo a gestire le squadre olimpiche, ma è impegnata nel migliorare la preparazione dei propri tecnici nazionali ."
Verso Londra 2012 - Da questo punto di vi­sta il Seminario è stato un successo: ha visto infatti la partecipazione di molti specialisti, dal tecnico cubano dell'ostacolista Robles, Santiago Antunez, allo studioso tedesco di fi­siologia neuromuscolare dell'università di Francoforte, Dietmar Schidtbleicher, uno dei massimi esperti mondiali.
Moderatori Marcello Faina e Antonio La Torre, seguitis­simii gli interventi di Elio Locatelli, Nicola Silvaggi, Giuliano Fontani, Vittorio Micotti. Per la gioia di molti ct azzurri e presidenti fe­derali.

di Franco Fava
Corriere dello Sport Giovedì 23 Aprile 2009

giovedì 18 dicembre 2008

Usain Bolt atleta dell'anno per L'Equipe

Fine anno tempo di premi: Il quotidiano sportivo francese "L'Equipe" ha scelto, con il tradizionale referendum di fine anno, l'atleta dell'anno 2008.

Il premio è andato al giamaicano Usain Bolt, olimpionico e primatista mondiale di 100-200 e 4x100, con 838 punti che ha distanziato il nuotatore statunitense Michael Phelps (694), otto ori a Pechino.
Terzo posto per lo spagnolo Rafael Nadal (413), numero 1 Atp e vincitore di Wimbledon e quarto posto per Valentino Rossi (203), miglior italiano e primo rappresentante degli sport motoristici.
Unica donna nelle top ten l'italiana Valentina Vezzali (51), al terzo oro olimpico consecutivo nel fioretto, che ha condiviso la nona posizione con Cristiano Ronaldo.
"Sapevo che c'era talento in me - ha detto Bolt -, ma mi sono sorpreso di quanto sono riuscito a fare.
Il mio allenatore parla di 9"52 nei 100 metri? Penso effettivamente di poter correre sotto i 9"60. Sono contento di aver portato felicità, è bello avere molti fan ovunque nel mondo."
Gazzetta dello Sport Giovedì 18 Dicembre 2008