Lo strano caso di Assunta Legnante: sta abbastanza bene per vincere un campionato europeo, ma non a sufficienza per partecipare alle Olimpiadi.
"Ora però sogno Pechino". Ha un cognome che sembra un participio presente. E un po' rende l'idea della sua grande forza. Assunta Legnante però è un tipo pacifico, solare, a meno che non si tratti di legnate metaforiche alle avversarie in pedana e un po' anche alle avversità di una vita bizzarra, che la fa avvicinare al suo sogno fino a lasciarglielo sfiorare e poi glielo sottrae.

Un supplizio di Tantalo in versione atletica. Il 2007 però è cominciato proprio bene, non le pare?
"Con una stagione di indoor da incorniciare: ho vinto la medaglia d'oro ai Campionati europei di Birmingham, non mi par vero."
Un sogno, sì, ma anche un segno. Oppure no?
"sì, che a 29 anni è tempo di afferrare le occasioni, tempo di raccogliere. Quest'anno ci sono i Mondiali."
e l'anno prossimo Pechino 2008, il suo peso sul cuore...
"Già, gli atleti contano il tempo in anni olimpici fin da ragazzini. E per me il sogno a cinque cerchi finora è rimasto tale, nonostante i risultati."
Assunta Legnante, in gara. La campionessa europea al coperto di getto del peso riparte con la stagione all'aperto verso i Mondiali di Osaka e i Giochi di Pechino (foto AP/La Presse). C'è il rischio che per lei la città proibita diventi un fatto personale?
"Se va come ad Atene, ho paura di sì."
Ci racconta com'è andata?
"Nell'agosto 2004 la Commissione medica del Coni mi ha confermato il verdetto di inidoneità emesso per motivi di salute.
Mi è pesato molto: Atene, con la gara ad Olimpia, dove le donne non erano mai state, è stata unica."
Perché quel no, che cosa è successo?
"Niente di nuovo, sono nata così, il problema all'occhio che mi ha fermato lì, c'è sempre stato."
e fino alle finali mondiali e al podio europeo come è potuta arrivare?
"Supero ogni anno le visite mediche sportive: la Federazione italiana di atletica leggera e la Federazione internazionale, valutato il rischio, lo giudicano calcolato e mi consentono di gareggiare regolarmente.
Ma per l'Olimpiade è diverso, ci vuole il parere della Commissione medica del Coni che esamina gli atleti cosiddetti "probabili olimpici". E da loro per Atene il nulla osta non è arrivato."
Appena vinto l'Europeo, lei ha chiesto un posto per Pechino. Qualcuno ha risposto? In fondo si tratterebbe di lasciarle fare quello che lei fa tutti gli altri giorni alla luce del sole.
"È così, ma tre anni fa non si sono assunti la responsabilità. Per Pechino si sono mossi in tanti, ma finché non vedo il certificato non oso sperare."
Non osa neppure sognare?
"sì, tanto. Dal giorno in cui sono arrivata al campo di atletica."
Quando è stato?
"a 15 anni, in realtà era uno spiazzo dietro il cimitero perché a Frattamaggiore il campo non c'era.
È stato il mio professore di educazione fisica a consigliarmi l'atletica, vedendo che, giocando a pallavolo, le mie compagne si scansavano davanti alla mia battuta: ero già molto alta e troppo forte rispetto a loro."
Subito getto del peso?
"sì, con questa stazza... Però ho provato di tutto anche il salto in alto e in lungo, me la cavavo anche lì, sono agile nonostante tutto"
(ride, ndr.).
Prende sempre la vita con allegria?
"Ci provo, l'allegria è la parte di me che mi auguro di non perdere mai."
È vero che ama la musica?
"Per citare Andrea Bocelli, vivo per lei. Ascolto di tutto, dalla lirica al metal, purché mi dia emozione: il brano del momento è Tutto è possibile dei Finley."
Un titolo evocativo. Canta anche?
"sì, molto spesso. I miei compagni di squadra dicono che sono intonata. Ho il rimpianto di non aver mai imparato a suonare. Mi ero comprata una chitarra, ma da sola non ce l'ho fatta: è rimasta a casa dei miei a Frattamaggiore."
Lei, invece, dove vive?
"Abito da sola ad Ascoli Piceno, vicinissima al campo di allenamento."
Com'è la sua casa?
"Disordinata, molto: io ho le idee chiare ma la mia casa non le ha proprio, ritrova una faccia presentabile solo quando vengono i miei a trovarmi."
Idee chiare in che senso?
"Il 2007 mi ha dato certezze: prima che arrivassero i risultati in gara guardavi le altre: c'è questa, c'è quella.
Mettevano un po' di paura. Adesso ho imparato che con un lancio riuscito posso mettere io un po' di pressione. So che qualcuna pensa: c'è la Legnante. E fa tutto un altro effetto"
(ride di nuovo, ndr.). a vederla si direbbe che abbia il gusto della gara: è così?
"sì, mi piace moltissimo: vorrei andare a Pechino, ma anche a Londra 2012, avrò 34 anni, non ancora troppi spero."
e al futuro ci pensa mai?
"So che dovrei, ma ora è bello vivere così, giorno per giorno. La mia famiglia non mi ha mai messo fretta. Una cosa che adoro fare c'è ed è scrivere, va bene tutto: un Pc o un mozzicone di matita. Si sa mai che alla Federazione serva un giorno un'addetta stampa...."
Chi scrive legge anche: che libro porterebbe sull'isola deserta?
"L'onda perfetta, di Sergio Bambarén, regalo di un'amica. Sono alla ricerca della mia onda perfetta."
Elisa Chiari
Famiglia Cristiana Domenica 18 Gennaio 2009


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