Davide Santon

Sono 366 giorni (il 2008 era un an­no bisestile) che hanno sconvolto la vita di Davide Santon.
Martedì scorso, infatti, il gio­iello nerazzurro - 18 anni compiuti soltanto lo scorso 2 gennaio - debuttava in Champions League, sfidando il Manchester United cam­pione del Mondo e dell'Euro­pa.
E il suo avversario diretto era Cristiano Ronaldo, Pallo­ne d'oro e Fifa World Player 2008. Girando al contrario le lancette dell'orologio e tor­nando indietro al 24 febbraio 2008, invece, un anno esatto prima di Inter-Manchester, si scopre che anche allora San­ton, 17 anni compiuti da nemmeno 2 mesi, era in campo e in una sfida indubbiamente importante per lui: il derby con il Milan del­la sua categoria, ovvero quella degli Allievi nazionali.
Quella partita la vinse proprio la squadra nerazzurra, per 2-1, grazie a una prestazione da ricordare e incorniciare di Davide (una doppietta e una traversa).
"Si vedeva già che era di un'altra categoria - rac­conta oggi Alberigo Evani, attuale allenatore della Primavera rossonera e all'epoca degli Allievi -.
Giocando in una squadra come l'In­ter, dove è sempre difficile emergere per i gio­vani, non mi aspettavo che riuscisse a brucia­re le tappe in questo modo.
Santon possiede tecnica, fisico, corsa, ma soprattutto la testa del grande giocatore."
Trasformazione - a quei tempi, Santon giocava ancora a centrocampo: di fatto faceva l'ala sinistra. Quel derby, ad­dirittura, lo chiuse da attac­cante, segnando da vero bom­ber il gol della vittoria. Prima del termine della stagione, però, cominciò la sua trasfor­mazione in terzino destro. Nonostante la gio­vane età, infatti, iniziò a fare le prime appa­rizioni nella Primavera di Vincenzo Esposito, che, di comune accordo con Daniele Bernaz­zani, tecnico degli Allievi, provò ad arretrar­lo in difesa.
L'esperimento ebbe successo, tanto che Santon giocò nel nuovo ruolo le fi­nali nazionali delle due categorie.
Poi, a lu­glio, il caso volle che, in vista del ritiro a Ri­scone di Brunico, Josè Mourinho chiedesse di aggregare un terzino destro in più.
E per Ber­nazzani, che stava per aggiungersi allo staff dello 'Special one', fu naturale fare il nome di Santon.
"Quando ho saputo che avrei parte­cipato al ritiro, sono rimasto senza parole ­diceva allora ai microfoni di Inter Channel, senza nemmeno immaginarsi ciò che gli avrebbe riservato il futuro -.
Il mio sogno? Esordi­re in prima squadra, ma in­nanzitutto devo pensare a fa­re bene in Primavera."
da Destra a Sinistra - In re­altà, in Primavera, Santon ci ha giocato ben poco. Mourin­ho, infatti, è rimasto subito conquistato dalle sue caratteristiche, ma an­che dal suo carattere e dall'atteggiamento nel lavoro di tutti i giorni.
Così, in pochi mesi è di­ventato il vice-Maicon ufficiale, tanto da ri­schiare il debutto a San Siro il 30 novembre, in occasione di Inter-Napoli, visto che il bra­siliano, uno degli intoccabili per Mou, aveva qualche problema fisico.
Avrebbe esordito in Champions, contro il Brema, il 9 dicembre, se solo l'Inter fosse già stata matematicamente prima nel girone.
Invece, ha dovuto il quarto di finale di Coppa Italia contro la Roma del 21 gennaio. E per di più giocando non a destra, ma a sinistra (posizione nella quale era stato provato per un paio di gare in Primavera).
Insomma, lo 'Special one' aveva già pro­grammato tutto e, da allora, Santon non è più uscito di squadra (8 gare consecutive), di fatto scalzando Maxwell.
Nazionale - Sembra passato un secolo, invece, da quel 24 febbraio 2008, sono trascorsi solo 12 mesi che hanno deter­minato una svolta epocale nella vita di Davide Santon.
Mourinho continua a chiamarlo affettuosa­mente 'bambino', ma, dopo le prove del fuo­co che ha superato con straordinaria sereni­tà, bambino non può più essere considerato.
E adesso lo aspetta anche Marcello Lippi:
"Questo ragazzo ha tutti i numeri per diven­tare un campione e, di conseguenza, per gio­care un giorno in Nazionale."

di Pietro Guadagno
Corriere dello Sport Lunedì 2 Marzo 2009


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