Intervista a Mauro Bergamasco

Mauro Bergamasco
Mauro, ormai è diventato parigino?
"Vivo in Francia dal 2003, a Pari­gi. Non proprio in centro, sarebbe trop­po caotico. Però frequento abbastanza il centro. É una bella opportunità, non capita a tutti la fortuna di vivere una città così bella."
e' vero che suo fratello Mirco sta per sposarsi? Sarete costretti a separar­vi...
"Si sposa? - ride - No, non si sposa. Per ora restiamo insieme, prima o poi la separazione avverrà."
Tutto è iniziato facendo la lotta da bambini, anche con vostro padre rug­bista?
"Facevamo la lotta, come tutti i fratel­li. Non tantissimo però, perché avendo iniziato molto presto con il rugby, sfo­gavamo i bollenti spiriti in campo."
Non siete mai stati gelosi o invidiosi uno dell'altro?
"No, la gelosia è un sentimento negati­vo ."
Chi è il più bello?
"Lui. O meglio, diciamo che Mirco at­tira di più le donne."
e chi è il più simpatico?
"Io sono simpaticissimo".
Cosa le manca dell'Italia?
"Gli amici e la famiglia".
Mantiene i contatti con e-mail, chat o telefono?
"Sono un po' orso. Non ritengo un se­gno di legame vero avere contatti fre­quenti. Le relazioni importanti vanno avanti senza continue conferme."
Frequenta francesi o italiani?
"Gli uni e gli altri, ma si parla sempre in francese."
Ha studiato la lingua, la conosce bene?
"Ho preso qualche lezione all'inizio, ma faccio ancora qualche errore nello scritto."
Cosa fa quando non si allena?
"Una vita normale: mi occupo della ca­sa, se si rompe una cosa provo ad ag­giustarla io. Faccio giardinaggio, colti­vo i miei interessi."
In Francia il rugby è uno sport molto seguito, siete considerati delle star?
"Non subiamo assalti dei tifosi, anche perché siamo molto disponibili. E tut­to finisce subito dopo la partita."
e' più buona la cucina francese o quel­la italiana?
"Preferisco quella italiana. Però la cu­cina casalinga francese è molto buona, il bollito per esempio mi piace. E poi adoro le ostriche e tutti i crostacei."
Va spesso al ristorante?
"Cerco di mangiare soprattutto a casa. Me la cavo a cucinare, quando ho tem­po mi ci dedico. Cucino bene risotti e pasta."
Quanta pasta mangia?
"Dipende, se è vicino l'allenamento, per me e mio fratello ne cucino anche 300 grammi."
Ha paura degli infortuni?
"é un pensiero che è meglio non ave­re, rischierebbe di influenzare negati­vamente. Può succedere, si sa, ma non ci si pensa."
e' fidanzato?
"sì, no cioè... preferisco non parlarne."
Qual è il suo ideale di donna?
"Mi piacciono le more".
Italiana o francese?
"Le italiane non hanno nulla da invi­diare alle francesi che però sono mol­to belle."
L'omosessualità è diffusa nel rugby?
"Io sinceramente non ho mai conosciu­to omosessuali, mai incontrati. Nello sport c'è, ma forse è taciuta perché si è più esposti e allora la si vive in modo discreto."
La Francia è più libera da questo pun­to di vista?
"i francesi sono più aperti. Parigi però merita un discorso a parte perché, co­me dicono qua, Parigi non è la Francia e la Francia non è Parigi. É una gran­de metropoli, c'è un numero alto di razze e culture."
Italiani "all'antica"?
"Sul sesso siamo conservatori o voglia­mo apparire tali, opponendoci poi a ciò che conosciamo."
L'omofobia da noi è un tema molto di­scusso di questi tempi e soprattutto un problema che non trova soluzione.
"é un tema particolare. Io credo che il confine tra quello che si vuole e quello che si può mostrare e sentire sia sotti­le ."
Avere la chiesa sul territorio è un osta­colo a una piena libertà sessuale?
"Credo che rallenti i processi. Quello che c'è ed esiste lo sanno tutti. Il Vati­cano cerca di fare da filtro e serve ad esaltare lo spirito conservatore e fre­nare il processo di conoscenza."
Anche sul discorso della pillola abor­tiva, la Francia sembra più avanti e più consapevole.
"Su questo tema farei attenzione. Sono d'accordo che in una gravidanza avan­zata sia meglio un aborto meno invasi­vo, ma è vero anche che serve un'assi­stenza medica."
Lei pensa mai a un figlio?
"sì, ma servono le condizioni".
Torna spesso in Italia?
"Mi sento profondamente italiano. In Italia torno poco e quando torno le priorità sono la famiglia e i parenti."
Da italiano che vive all'estero, si sen­te mai in imbarazzo per alcuni com­portamenti dei nostri governanti?
"Una persona va giudicata per quello che fa nel sociale, per il suo lavoro. Il resto è ipocrisia. Se un politico lavora bene dovrebbe essere giudicato per quello, ma è anche vero che dovrebbe cercare di essere più discreto nel pri­vato. A me interessa quello che fa per il Paese, non quello che fa nella sua vi­ta privata, però non dovrebbe farsi
beccare ."
Pensa al caso Marrazzo?
"Anche. Lui l'ha fatta grossa, ma la pri­ma foto che si è vista era quella di Mar­razzo col trans; insomma c'è una sorta di oltraggio alla persona. Poi invece viene fuori di tutto e ti rendi conto che la questione è molto più complicata e inquietante, con tutte le morti che ci sono state. Purtroppo prima di ogni co­sa c'è la tendenza a essere distruttivi. Con questo non giustifico il fatto, ma dico che dovremmo essere messi a co­noscenza delle cose che contano e non se Marrazzo sia in ritiro a espiare o se abbia chiesto perdono al Papa. Sarà poi vero? Lo ha detto lui o qualcuno per lui? e soprattutto, Marrazzo ha chiesto di renderlo pubblico?"
Lei è credente?
"sì, ma non frequento molto la chiesa."
a 30 anni, a che punto è della sua car­riera?
"Sono le mie ultime stagioni: 4-5- anni all'apice, poi basta."
e come vive questo periodo della sua vita?
"Come un trentenne che ha voglia di imparare e che non rinnega niente di quello che ha fatto."
Cosa le manca?
"Vincere una coppa europea e portare al gruppo italiano il mio contributo per un'evoluzione più ampia ed evidente."
Con la Nazionale siete stati a far visi­ta ai terremotati dell'Aquila, in Abruz­zo, che effetto le ha fatto?
"Abbiamo visto le casette, come le chiamano loro, che hanno consegnato ai terremotati, sono fatte bene. Abbia­mo conosciuto tante persone che ci hanno raccontato tante cose, sono sta­ti incontri particolari. Ma abbiamo vi­sto anche grosse crepe nel centro sto­rico e ci siamo resi conto che c'è anco­ra tanto lavoro da fare."
Cosa ha provato?
"Sono cose che ti fanno riflettere. Noi, come sportivi, abbiamo il dovere di portare un supporto morale a chi vive ancora questo dramma."
Ha un sogno ricorrente o una paura?
"Adesso è un po' che non lo faccio più, ma per un periodo sognavo sempre che correvo dappertutto e c'era un ru­more infernale. Era una sensazione opprimente."
e' tifoso di calcio?
"Tifo Milan, ho seguito mio padre."
Balla?
"Non sono proprio un ballerino però sì, mi piace ballare."
Che musica ascolta?
"Qualsiasi cosa, se il ritmo mi prende va bene. Suono la chitarra da autodi­datta, ma non ditelo a mio fratello, di­rà che quello non è suonare."
Legge libri?
"Vado a periodi: leggo tanto e poi non leggo più."
Studia ancora?
"Sono iscritto all'ex Isef, mi mancano due esami per laurearmi. Dovrebbero mettere chi sta all'estero per lavoro nelle condizioni di poter completare il corso, ma non è così."
Lei è padovano, conosce la Cappella degli Scrovegni?
"Certo, l'ho visitata. É bellissima."
Lo sa, gli universitari non la visitano finché non finiscono gli studi. Si dice che chi ci entra prima, non si laurea...
"Questa non la sapevo, sarà per questo che non mi sono laureato...."
Corriere dello Sport Lunedì 7 Dicembre 2009





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