Roberta VinciDa sempre è Robertina. Perchè quei 163 centimetri di altezza suggerisco­no il diminutivo, ma anche per il suo mo­do di fare sbarazzino, simpatico, coin­volgente.
La Vinci ha scoperto il tennis a 6 anni. E le è piaciuto subito. Il doppio è stato la sua prima passione. In coppia con Flavia Pennetta ha vinto il Roland Garros ju­nior nel 1999. Oggi lo gioca meno.
"Non ho una compagna con cui disputare tut­ti i tornei. E poi io preferisco fare coppia con un'italiana, spiegarmi in inglese è più difficile ."
Con Sandrine Testud (ma la francese parlava benissimo la nostra lingua) è approdata alle semifinali del Roland Garros e degli us Open. In Fed Cup ha un record difficile da battere: ha giocato 14 doppi e li ha vinti tutti.
Da ragazza giocava il rovescio a due mani, poi ha visto che quel movimento le provocava dei dolori al polso ed è passa­ta a giocarlo a una mano. Robertina ap­partiene a una razza in via di estinsione, quella di chi gioca serve&volley. É un piacere vederla in campo, ammirarla quando mette in difficoltà quelle ragaz­zone dai muscoli di acciaio che si perdo- no dietro una palla corta o a una volèe che le inchioda al terreno.
a tagliarle la strada ci hanno provato gli infortuni e i sentimenti. Prima l'ope­razione al polso nel 2007. E la classifica che era diventata imbarazzante, 280 del mondo. Poi la separazione dal suo fidan­zato/ allenatore Francesco Palpacelli, dopo una storia d'amore lunga cinque anni.
Ma lei ha un carattere forte. Con la spinta dei genitori (papà Angelo e mam­ma Luisa), con l'aiuto del fratello Fran­cesco, ha tenuto duro. É rimasta al tc Palermo ad allenarsi ed ora sta tornan­do su.
Dentro la borsa ha portato per tanto tempo (e forse lo porta ancoa) un pupaz­zo di peluche arancione, un dinosauro che Francesco le ha regalato quando era piccola. Un portafortuna che non l'­ha mai tradita.
Corriere dello Sport Martedì 10 Novembre 2009


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