Un giovane…uno sportivo…un pugile…un neo campione alle Olimpiadi di Pechino…un quasi marito! Lui è Clemente Russo: un ragazzo nato il 2 luglio del 1982 a Marcianise che, nonostante la sua giovane età, ha già vinto in diversi match tra i quali una medaglia d'oro ai Giochi del Mediterraneo di Almeria nel 2005, una medaglia d'oro ai Campionati Mondiali Dilettanti a Chicago nel 2007 e una medaglia d'argento alle Olimpiadi di Pechino.
E ora sta per realizzare la più importante vittoria della sua vita: il 31 dicembre convolerà a nozze con la sua fidanzata Laura Maddaloni, campionessa italiana di judo.

Congratulazioni Clemente! Com'è nata la tua passione per la boxe? La passione per questo sport è iniziata a undici anni quando io ero in sovrappeso. Grazie ad un parente della mia famiglia mi avvicinai a una scuola di box. Nella mia cittadina, Marcianise, nella quale sono vissuto, c'erano tre società di pugilato per i giovani e i corsi erano gratuiti, visto il grande disagio che c'era dovuto alla forte criminalità e alla mala vita organizzata.
Iniziai, quindi, a frequentare questa scuola proprio per dimagrire e da lì, dopo essere dimagrito, ho iniziato a dedicarmi al pugilato.
i tuoi genitori ti hanno incoraggiato nell'inseguire i tuoi sogni oppure ti hanno ostacolato in quella che è la tua passione?
Mio padre mi ha sempre incoraggiato a fare sport mentre mia madre ancora oggi, nonostante i risultati che ho avuto, mi chiede:
"Non ti sei ancora stancato di fare il pugile"?
a chi pensa che il pugilato sia uno sport "violento" tu cosa rispondi? Con la mia partecipazione a La Talpa, anche se era un programma che non riguardava il mondo sportivo, penso di aver dimostrato, con la mia faccia e con il mio carattere, che il pugilato non è uno sport violento ma, al contrario, uno sport che ti forma caratterialmente e che ti insegna tante regole e tanto rispetto nei confronti del tuo avversario perché sul ring hai l'arbitro a 20 cm e quindi non ti è permesso fare scorrettezze come succede, al contrario, in altri sport nei quali l'arbitro è più lontano.
Partecipando a La Talpa hai potuto fare un confronto tra il mondo dello sport e quello dello spettacolo.
Qual è più stimolante? a me personalmente interessa di più il mondo del cinema che quello della televisione e spero di potermici dedicare, un domani, dopo aver studiato recitazione e dizione.
Nei prossimi quattro anni, però, voglio dedicarmi alle Olimpiadi di Londra per poter portare a casa un'altra vittoria.
Pensi di fare qualcosa in televisione oppure la partecipazione a questa trasmissione è stata solo una parentesi nella tua vita?
No, non penso di entrare nel mondo della televisione. É stata una bella parentesi nella mia vita che è servita per la mia immagine, per la Federazione Pugilistica Italiana e per tutto il pugilato italiano.
Che sensazioni provi quando stai per salire sul ring? Hai mai provato timore? Timore c'è ma se avessi troppo timore sicuramente non salirei sul ring e non farei il pugile. Provo, invece, molta tensione che serve, però, a tenermi sveglio. Come mai sei soprannominato Tatanka e com'è nato questo soprannome? Da piccolino facevo un tipo di pugilato molto "rannicchiato": abbassavo la testa e tiravo cazzotti. Il soprannome Tatanka, che era il nome che gli indiani d'America davano al bisonte, deriva proprio da questo mio modo di tirare pugni.
Sappiamo che a breve convolerai a nozze con la tua fidanzata Laura Maddaloni. Ti piacerebbe diventare papà? Se si, saresti contento se tuo figlio avesse la tua stessa passione per il pugilato? e se fosse femmina?
La cosa più importante per me è che i miei figli nascano sani. Sarebbe anche importante che facessero dello sport perchè lo sport forma il carattere, il fisico, e la persona in tutto sia esternamente che internamente come ha fatto con me.
Uno sport qualsiasi, anche il lancio di coriandoli controvento, purchè i miei figli facciano sport! Pratichi un altro tipo di sport: l'equitazione. Cosa si prova andando a cavallo? Che rapporto si instaura con il proprio cavallo? Monto all'americana il mio cavallo Sisko che è un criollo argentino. Non parlerei tanto di equitazione quanto di un bel rapporto che ho instaurato con il mio miglior amico, appunto Sisko.
Con lui faccio lunghe passeggiate per scaricare l'adrenalina e la tensione pre e post competizione. É il mio migliore amico con il quale passeggio ore e ore in campagna e con il quale mi rilasso e mi diverto.

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