La davano per morta, tennisticamente parlando.
Ma Mary Pierce è viva e lotta insieme a noi.
Nonostante l'infortunio al ginocchio che, nel 2006, sembrava aver chiuso la sua carriera, la franco-canadese lascia ancora aperto uno spiraglio.
E lo fa dalle Mauritius, dove si è trasferita, e dove, come confessa all'Equipe, ha "scoperto Dio".
Via da Tutto - Nell'arcipelago situato nell'Oceano Indiano, Mary si è isolata da tutto e da tutti.
Famiglia, amici, via dalla pazza folla.
A quasi 34 anni (li compirà il 15 gennaio) il tennis fa ancora parte della sua vita, ma con moderazione.

"La voglia di riprendere la racchetta c'è. Certo, manca la condizione atletica"
, dice la Pierce.
Anche perché l'infortunio subito nel 2006 si è rivelato essere più complicato del previsto.
Dissezione -
"Sembrava una rottura del legamento crociato del ginocchio.
Brutta, ma guaribile.
Invece i medici hanno scoperto che si è trattato di una dissezione.
Più rara, e che mi fa sentire dolore non appena provo uno sforzo."
Così la Pierce all'Equipe, specificando che, comunque, il circuito femminile non le manca.
Al momento.
Anche perché, secondo lei, "non è cambiato".
Fede - Cosa rimane, dunque? Dio.
Natale alle Mauritius, dunque, per una delle poche tenniste capaci di prendere a pallate Steffi Graf (doppio 6-2 nella semifinale del Roland Garros nel 1994).
"Vivo giorno per giorno - conclude Mary -.La mia vita è la Chiesa, la mia unica motivazione è il Signore."
Se questo aiuto divino la riporterà su un campo, allora saremo tutti contenti.
Alessandro Ruta
Gazzetta dello Sport Sabato 27 Dicembre 2008


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