Il Professore, il Pantera, il Filosofo, il Presiden­te, lo Sceicco: questi sono i nomi di "battaglia" di Clarence Seedorf. Che non riesce a essere banale neppure quando de­ve farsi etichettare, schedare ma non certo archiviare.
In sette anni di Milan ha contribuito a dare il...benservito a Rui Costa e Gourcuff, ha costretto alla panchina il "Pallone d'Oro" Ronaldinho al quale da due domeniche a questa par­te fa compagnia lo spice-boy Beckham.
Ma soprattutto See­dorf, dopo quel mito di Gianni Rivera, è al primo posto fra i grandi numeri rossoneri nella classifica delle presenze.
É il più longevo, il più resistente e a 33 anni non ha alcuna inten­zione di abdicare: la sua carriera milanista è saldamente an­corata a un contratto in scadenza il 30 giugno 2011.
Il dopo-Rivera è stato caratterizzato da alcuni dei "10" più forti della storia del calcio mondiale.
Da rilevare le meta­morfosi di Gullit e Kakà che da trequartisti si sono trasfor­mati in seconde punte con il vizio del gol, mentre Boban ha dovuto attendere l'arrivo dello scudettato Zaccheroni per giocare da trequartista puro: Capello lo utilizzava, senza grande convinzione, come esterno di centrocampo nel 4-4-2.
Rui Costa è stato il "10" classico. Forse anche fin troppo per­ché al portoghese ha fatto difetto solo il "tocco" di prima; Sa­vicevic ha regalato giocate indimenticabili, Baggio e Rival­do hanno brillato solo a tratti nel firmamento rossonero.
Precoce - Per essere un... pesce d'aprile (Seedorf è na­to il 1° aprile di 33 anni fa a Paramaribo in Suriname), l'olandese dai piedi sapienti nella sua avventura calcisti­ca ha sempre fatto tutto mol­to sul serio.
A soli 18 anni ha vinto la prima di quattro Coppe dei Campioni battendo pro­prio il Milan (di Capello) nella finale di Vienna 1995 (gol di Kluivert).
A quella conquistata con l'Ajax hanno fatto segui­to altre tre Coppe dalle "grandi orecchie". Una con il Real Madrid (1998) e due con il Milan (2003 e 2007). Ancelotti vede in lui l'unico vero perno insostituibile di una squadra dove il tecnico pretende più qualità che quan­tità.
A maggior ragione in questa stagione dove la corrente alternata che ha alimentato il rendimento di Ronaldinho e il serio infortunio (quasi due mesi, febbraio e marzo, "out") di Kakà hanno rischiato di inaridire la fantasia della squadra rossonera.
Seedorf è stato utilizzato da Ancelotti anche quan­do le condizioni dell'olandese non erano ottimali.
Infatti il minutaggio in campionato del trequartista "tuttofare" (da quando è al Milan ha fatto anche il vice-Pirlo, l'esterno de­stro e sinistro sulla linea mediana e, all'occorrenza, la secon­da punta) lo vede quale il più...
chilometrato e sfruttato ri­spetto gli altri colleghi di centrocampo e attacco. Feeling - Seedorf ha affrontato e affronta gli straordinari con grande abnegazione anche in virtù del grande feeling che esiste con Ancelotti.
Il quale non ha mai esitato a pro­porlo anche nella "bolgia" di San Siro dove in più di un'oc­casione i tifosi rossoneri hanno contestato l'olandese, addi­rittura fin dalle prime battute di gioco e anche nei tocchi semplici e innocui del pallone.
Clarence non si è mai fatto intimorire da tanta acredine, anche se in un paio di circo­stanze ha manifestato il suo dispiacere e pure le sue perples­sità davanti a quella che lui stesso individua come una per­secuzione gratuita.
Furio Fedele
Corriere dello Sport Martedì 14 Aprile 2009




Facebook Twitter

0 commenti

Cerca per atleta

Cerca per mese di pubblicazione


I tuoi commenti su Campioni dello Sport