Alessia Filippi
Sabato 25 aprile un record italiano nei 200 dorso in vasca corta ai Campionati a squadre di Roma e complessivamente una buona prestazione.
A due mesi e mezzo dal mondiale Alessia Filippi sta bene?
"Sto bene. Quella del 25 aprile è stata una giornata importante che mi serviva per veri­ficare la preparazione che sto svolgendo. Sì, sono serena."
Le tappe di avvicinamento a Roma 09?
"a fine maggio gli assoluti italiani a Pesca­ra, poi partiremo per un collettivo in Sierra Nevada per svolgere l'ultima parte della pre­parazione in montagna, a 2.300 metri.
Infine farò alcune gare ai Giochi del Mediterraneo."
Quali allenamenti svolge quotidianamente?
"Ora, in periodo di carico, 15 km al giorno e tre sedute di palestra a settimana."
Quali gare sta preparando per il mondiale?
"Farò i 400, 800 e 1500 stile libero, i 400 misti e l'eventuale finale della staffetta 4x200 stile."
Come ha preso il fatto che la Potec ti ha soffiato il record europeo sui 1500 stile libe­ro?
"Già, di mezzo secondo (ride). Ma va bene, i record sono fatti per essere battuti e poi sarà uno stimolo in più per me."
Quanto è cambiato il nuoto con l'arrivo dei nuovi costumi?
"All'inizio dell'anno scorso c'è stata nel gi­ro di tre mesi un'evoluzione enorme. Il nuo­to è cambiato totalmente e la nostra preoccu­pazione inizialmente era quella di trovare i costumi più competitivi."
Ma è vero che migliorano di tanto le presta­zioni?
"Sicuramente sì, anche se credo che a be­neficiarne siano soprattutto atleti che hanno un fisico più pesante, che hanno più proble­mi di galleggiamento e che tecnicamente so­no meno bravi.
Non è il mio caso. Personal­mente preferivo i costumi di penultima gene­razione. Ma oramai sarà difficle tornare in­dietro ."
Parliamo di doping. Nel nuoto se ne fa uso?
"Io mi auguro di no ma la mano sul fuoco non ce la posso mettere per tutti. I miei com­pagni di nazionale li conosco oramai da cin­que anni e sono strasicura che nessuno di lo­ro fa uso di sostanze dopanti.
Magari invece qualche giovane che sogna di arrivare in na­zionale potrebbe cedere alla tentazione, an­che perchè a loro i controlli vengono fatti ra­ramente ."
a proposito di controlli, Cavic (nuotatore serbo argento a Pechino) dice che se ne fan­no pochi.
"Per quanto riguarda me posso dire che agli assoluti di Riccione ho fatto 5 gare e per 5 volte sono stata sottoposta all'antidoping, una volta al giorno, sangue e urine.
Un paio di volte al mese poi arrivano i controlli a sor­presa. A Pechino, su tre gare che ho fatto, per tre volte mi hanno fatto l'antidoping, anche per l'epo. Mi sembra che i controlli ci siano."
Le hanno mai proposto di doparsi, anche quando era più giovane?
"No, non mi sono mai arrivate proposte del genere."
i suoi ricordi olimpici?
"Molto diversi tra Atene e Pechino. Ad Ate­ne ero poco più che una bambina e tutto era una scoperta. É stato bello, divertente. A Pe­chino sentivo di più la responsabilità, poi è ar­rivato l'argento, un'emozione incredibile."
Nell'ambiente del nuoto, chi è la sua miglio­re amica?
"Elena Gemo (atleta di punta dell'Aniene, ndr), ci conosciamo da quando eravamo ra­gazzine. Lei è di Cittadella, vicino Padova e durante le vacanze capitava che io andavo da lei o lei veniva da me a passare una settima­na.
Per me è come una sorella."
Un difetto e un pregio.
"Sono abbastanza permalosa ma col tempo ho un po' smussato questo lato del carattere. Un pregio? Ne ho così tanti, dovrei fare una lista (ride). Comunque sono solare, mi piace stare bene."
Tre cose a cui non sa rinunciare. "Il sole, il mare e la famiglia". Cosa pensa della stagione della Roma?
"Come tifosa non sono contenta. Non ho vi­sto la partita contro la Fiorentina, ma quel ri­sultato (4-1 per i viola, ndr) è scandaloso.
Non so cosa stia succedendo dentro lo spogliatoio. Come atleta però posso capire che ci possa­no essere dei momenti di crisi e sono sicura che si rialzeranno."
Se Spalletti va via, chi vorrebbe sulla panchi­na giallorossa?
"Ho conosciuto personalmente Spalletti. Come persona mi piace molto e come allena­tore parlano i suoi risultati. Se andasse via mi dispiacerebbe. Ma se fosse inevitabile al­lora vorrei Ancelotti."
Potrebbe andare al Chelsea, se non rimane al Milan. "Davvero? Peccato". Cosa vuole fare da grande?
"Non lo so, forse mi iscriverò all'universi­tà, vorrei anche fare un corso di inglese. Ma tutto dopo il mondiale."
Che sarà a Roma
"sì, a Roma, la mia città. Forse non mi ren­do ancora conto di cosa significhi. So che ci tengo tantissimo a far bene. Mi sono posta degli obiettivi. Tre medaglie di cui almeno una d'oro."
Quali avversarie teme di più al mondiale?
"Ce ne sono tante ma la prima avversaria da battere sono proprio io."
Corriere dello Sport Martedì 5 Maggio 2009


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