Yelena Isinbayeva regina dell'asta

Yelena Isinbayeva come festeggerà il compleanno?
"a Donetsk (in Ucraina). Allenandomi. Però per un giorno farò un'eccezione: man­gerò un po' di cioccolata, la mia passione."
Niente mozzarelle di bufala?
"Quelle le mangio a Formia. D'inverno pe­rò. Perché a volte mi lascio andare e metto qualche chilo di troppo."
L'altro giorno a Roma ha vinto per la se­conda volta il prestigioso Laureus Award, unica a riceverlo due volte.
Il riconoscimen­to glielo ha consegnato Sir Bobby Charlton: cosa le ha detto?
"Lui è ancora un mito del calcio e sono sta­ta onorata dalle sue parole. Ha confessato che i miei voli lo incantano. Ogni volta che supero l'asticella rimane a bocca aperta."
Lei è affascinante e brava. É anche co­raggiosa?
"Potrei tuffarmi in una piscina da dieci metri, ma avrei qualche timore a buttarmi col paracadute."
Paura dell'altezza?
"Ho paura di morire. Quando ricado da cinque metri mi dico che in caso di inciden­te c'è tanta gente intorno pronta a soccor­rermi.
Mi sento sicura, protetta."
Cosa prova quando supera l'asticella?
"Una sensazione indescrivibile. Il volo du­ra solo mezzo secondo, ma l'intensità delle emozioni sono infinite."
Da bambina faceva ginnastica artistica, perché è passato al salto con l'asta?
"Andavo in palestra a Volgograd, ma a dieci anni ero troppo alta per la ginnastica. Così, quando i miei genitori hanno saputo che apriva una scuola di salto con l'asta mi hanno iscritta.

Yelena Isinbayeva
É stato amore a prima vista."
Cosa c'è di tanto speciale nel salto con l'asta? "Trovo che sia una specialità "glamour
" (termine inglese che sta per fascino con par­ticolare riferimento a eleganza e sensualità, ndr). Saltare per me è un gesto molto femmi­nile. Se poi in pedana c'è un'atleta brava e anche bella, ecco che il fascino è completo. Per questo c'è molto interesse tra il pubbli­co ."
a volte però l'accusano di comportarsi co­me la prima della classe:
"Non mi vergogno a dirlo: a me piace vin­cere sempre. Voglio essere la più brava e sa­lire sempre più in alto. E mi fa piacere sape­re che il pubblico mi apprezza."
Insomma, le piace dare spettacolo:
"Che c'è di male? Vedrete quest'anno, use­rò delle aste con fasce colorate. Le ho già or­dinate ."
Quattro anni fa ha lasciato il suo allenato­re, Aleksandr Lisovol e per due stagioni è ri­masta a digiuno di record.
Come si trova ora con Vitaly Petrov?
"Con Vitaly abbiamo fatto un grande la­voro tecnico, necessario per continuare a crescere su misure sempre più alte.
I frutti iniziano ad arrivare."
Petrov dice che a una certa età si perde in velocità, ma si può migliorare la tecnica. E fa l'esempio di Bubka, altro suo allievo, che fece il primo record a 20 anni e l'ultimo a 34 anche se aveva perso in velocità.
É d'ac­cordo?
"Mi fido di Petrov. Ha grande esperienza. Non ho mai avuto dubbi, nemmeno quando nel 2006 e 2007 qualcuno pensava che fossi finita."
Qual è il suo rapporto con Bubka?
"Sergei è il mio mentore. Ha avuto una carriera agonistica impeccabile e anche ora come dirigente è un esempio. Lui mi consi­glia su tutto, dalle motivazioni in gara a co­me affrontare la vita."
In sei anni ha firmato 26 record: una me­dia di più di quattro a stagione. Dove vuole arrivare?
"Ai 35 di Sergei. Me ne mancano solo no­ve e davanti ho ancora almeno quattro anni. Fate voi i conti."
Quindi vuol dire che smetterà nel 2013?
"sì, dopo Londra 2012. Voglio chiudere ai Mondiali di Mosca, a casa mia."
e poi?
"Vorrei farmi una famiglia e avere dei bambini. Ma c'è ancora tempo."
i prossimi record?
"Ci proverò il 14 a Berlino. Poi vorrei re­galare ai romani un altro primato al Golden Gala. E vincere il titolo mondiale sempre a Berlino, in agosto, a suon di record."
Corriere dello Sport Mercoledì 3 Giugno 2009


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