Federica Pellegrini verso Roma

Federica Pellegrini, co­me pensi che reagireb­be il mondo del nuoto ita­liano davanti a un tuo trionfo a Roma09?
"In molti faranno finta di essere felici. Ma le persone che più contano per me, sa­rebbero contente."
Chi sono queste perso­ne?
" La mia famiglia, Luca ( Marin, ndr), Castagnetti, Giovanni Malagò. E poi..."
Poi, cosa?
" Sono felice che i Mon­diali si svolgano a Roma. La gente mi vuole bene. Mi sento un po' come Muham­mad Ali, sono d'accordo con lui quando dice che il pubblico ti regala energia.
Vera, fisica."
Roma ti darà questa for­za?
" Ne sono certa. É una città che mi piace e dal prossimo anno, in pratica, vivrò qui."
Davvero?
"sì, devo stare più vicina alla mia squadra, la Canot­tieri Aniene. E poi Roma è una citta fantastica, ovun­que ti giri c'è un monu­mento che racconta la sto­ria della civiltà."
Essere un'atleta della Canottieri Aniene ti ha re­galato qualche nemico im­portante?
" Non voglio parlarne, non voglio fare polemica. Si sa che la rivalità tra Ba­relli e Malagò c'è."
e tu stai in mezzo?
"No, sto da una parte. E quindi è peggio"
Perchè hai detto a Vanity Fair:
"So che se andrà ma­le riceverò una pacca sulle spalle, davanti al pubblico, poi andranno di là a festeg­giare"?

Federica Pellegrini
"Lo dico da sempre. Pur­troppo nello sport c'è chi tifa contro, sogna una tua sconfitta. Anche se parlas­simo di un personaggio co­me Valentino Rossi trove­remmo qualcuno che lo vuole sconfitto."
Ci saranno i tuoi genito­ri in tribuna?
" Vengono, dal primo giorno. Per l'inaugurazio­ne. Porterò la bandiera dell'Italia al presidente Napolitano. Sono andata a provare il vestito. So già che mi tremeranno le gam­be. Sono onorata di questo ruolo. Il vestito è di Arma­ni, sarà una sorpresa."
Esce Vanity Fair, ci sei tu in copertina, molto sen­suale. Come sono le foto al­l'interno? "Molto belle". a quel giornale hai detto di non piacerti ancora.
" Non è così. Sono molto soddisfatta del mio fisico, mi piaccio."
Il 5 agosto, subito dopo Roma09, compirai 21 anni. Cosa vorresti ti regalasse­ro?
"Mi regalerò il mondiale. Lo dedicherò solo a me stessa. Sono molto tran­quilla, non ho paura di per­dere. É una cosa strana. C'è la tensione per l'impor­tanza dell'evento, sono la detentrice di due primati del mondo, la prima favori­ta per la vittoria.
Tutto ve­ro. Ma io questa paura di perdere non ce l'ho. L'im­portante sarà combattere sino alla fine. Se qualcu­n'altra metterà la mano da­vanti vuol dire che è stata più forte di me."
Sette record del mondo prima dei 21 anni, sorpre­sa?
" Un po', ma chissà che non siano di più quando fe­steggerò il compleanno."


Il via tra undici giorni con i 400 sl. Hai già pensa­to a come sarà quella ga­ra?
"Il momento più difficile sarà quando salirò sul blocco di partenza. Una volta in acqua il peggio è passato."
Che sensazioni provi nel­l'avvicinamento al Mon­diale?
"Sento crescere la paura. É una sensazione difficile da spiegare. É un contra­sto di emozioni. Uno stato d'animo veramente alluci­nante. Hai paura, ma non vedi l'ora di entrare in va­sca. Devi cercare di bilan­ciare queste due forze, de­vi restare calma. Ma qui sento qualcosa di diverso."
In che senso?
"Mi sento tranquilla. Non ho paura di perdere. Mi spiego meglio. A Pescara, subito dopo il record del mondo sui 400 sl, la cosa più bella che ho provato è stato quel senso di sorpre­sa per quello che avevo ap­pena fatto.
Poi mi è passa­to per la testa che comun­que era il settimo primato del mondo. E alla fine di tutto mi è venuta una striz­za incredibile. Mi sono det­ta: se adesso a Roma non mi miglioro, sarà la fine. A volte gli atleti hanno paura di andare troppo forte. Ma mi è bastato arrivare a Ro­ma per sentirmi serena, tranquilla. Scalando con gli allenamenti sto andan­do ancora più forte. E tutto attorno c'è fiducia, sereni­tà ."
Eravamo rimasti sul blocco di partenza. Tuffo, si comincia.
"In acqua penso solo alla gara, a quello che devo fa­re. Passaggi, bracciate, rit­mo, tempi. Tutto in dieci secondi. É un meccanismo mentale automatico. In ac­qua non sento la gente che strilla, l'energia che ho, me l'hanno regalata prima di partire."
Alcuni si rilassano ascol­tanto la musica. E tu?
" Ho il mio iPod. Da un po' di tempo c'è la stessa musica. Non l'ascolto spes­so. Se ne ho il bisogno, la porto in piscina. Lo faccio quando sono particolar­mente tesa e sento la ne­cessità di staccare. Mi ri­lassa la musica italiana, ma prima della gara non ascolto certo musica rilas­sante ."
Entri subito in acqua, il primo giorno, con i 400 sl. Ti va bene così?
"Non esattamente, mi sa­rebbe piaciuto iniziare con una staffetta e poi fare le mie prove. Ma sta peggio Luca (Marin, ndr). Gareg­gia l'ultimo giorno e non ha gare in mezzo."
Hai sempre detto che lui ti aiuta, come?
" Mi dà tranquillità, è la cosa più importante in que­sti momenti. Quando mi avvicino alle gare ho sbal­zi di umore incomprensibi­li. Passo dal ridere al pian­gere con una facilità disar­mante. É veramente bra­vo a sopportarmi."
Questo eccesso di emoti­vità è un problema?
" Non è una cosa negati­va, non è da correggere se era questo che intendevi. É giusto sentire intensa­mente le gare."
Cosa ti dà la carica, am­messo che ne abbia biso­gno?
"Vedere il prima possibi­le la piscina. L'immagine della piscina mi dà molta carica, soprattutto questo impianto del Foro Italico."
Il nuoto ti ha resa popo­lare. Ma c'è qualche altro sport che avresti voluto praticare?
" Mi piacciono molti sport. Ma per divertirmi devo allenarmi, conoscerli meglio. Poi, ne sono certa, potrei anche stupirvi."
Corriere dello Sport Mercoledì 15 Luglio 2009


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