In qualche modo si è fatta giustizia di Pechino, dove avrebbe dovuto vincere la Bielorussia e l'Italia otte­nere quanto meno l'argen­to. Con un verdetto scan­daloso, invece, fu prima la Russia davanti alle cinesi e proprio le azzurre ( se­conde quattro anni prima ad Atene) furono costret­te a scivolare al quarto po­sto. Un verdetto che fece scandalo e che penalizzò una volta di più la ginna­stica italiana, già pesante­mente punita nell'artistica dal quarto posto di Coppo­lino, anche in questo caso a vantaggio di un cinese. A Miè, in un certo senso, si sono ristabiliti i reali valo­ri attuali nella ritmica: l'Italia è campione del mondo, davanti a Bielo­russia e Russia.
Nell'All- Around, ossia nell'unica gara ricono­sciuta dal Cio ed inserita nel programma olimpico, c'era stato un solo prece­dente, a Madrid 1975. Al­lora però la ritmica era quasi agli albori e le pretendenti erano molte di meno.


Elisa Santo­ni, Elisa Blanchi, Daniela Masseroni, Angelica Savrajuk - le quattro farfalle dell'Aero­nautica - e le due "new en­try" Romina Laurito (Vir­tus Gallarate) e Giulia Galtarossa ( Ardor Pado­va), guidate dalle tecniche Emanuela Maccarani, Eva D'Amore e dalla coreogra­fa Klarita Kodra, sono fi­nite davanti a tutte dopo la cocente delusione della medaglia di legno di Pe­chino.
In generale, per la sezio­ne di Ritmica della Feder­ Ginnastica, si tratta del­la 11 ª me­daglia mon­diale.
" Questo ri­sultato ci ri­paga in par­te di quanto c'era stato tolto agli ultimi Giochi ­dice a caldo la professo­ressa Maccarani -. Il pen­siero va anche al presi­dente Petrucci che in quell'occasione ci sosten­ne con grande forza. Rin­grazio il Coni, la Federa­zione, ma soprattutto le ragazze. Questo è un grup­po tosto. Volevano la rivin­cita e l'hanno ottenuta. Più che di riscatto par­lerei di atto di giustizia ­commenta il presidente, Riccardo Agabio -. Sono contento per le ragazze che hanno reagito ala de­lusione di Pechino, senza contraccolpi psicologici. Mi complimento per i due nuovi innesti e con le alle­natrici che le hanno inte­grate in così poco tempo. La scuola italiana di rit­mica continua ad essere tra le migliori al mondo. Ora inizia un cammino ancora più difficile, per­ché da domani saremo la squadra da battere. Abbia­mo però le risorse tecni­che ed umane per sostene­re questo ruolo fino e oltre Londra 2012 "
Per le ragazze parla la capitana, Elisa Santoni:
" Morivamo dalla voglia di tornare in pedana. Il quar­to posto di Pechino ci bru­ciava troppo, anche se do­po l'esperienza negativa dei Giochi non sapevamo cosa aspettarci "
E la Masseroni chiosa:
"Mi di­spiace che non ci fosse la Cina: la nostra vittoria di­mostra quanto fosse im­meritato l'argento delle ci­nesi. Dedichiamo questo oro anche a Marinella Fal­ca e Fabrizia D'Ottavio che dopo la delusione di Pechino si sono ritirate. Anch'io avevo pensato di mollare, ma ho tenuto du­ro: il lavoro non era anco­ra finito e questa rivincita vale anche per loro "
Concorso a Squadre :
  1. Ita­lia (Santoni, Blanchi, Masseroni, Savrajuk, Laurito e Galtarossa) 54.400;
  2. Bielorussia 54.200;
  3. Russia 51.350;
  4. Azerbaigian 50.500;
  5. Israele 50.475;
  6. Spa­gna 50.450.
Corriere dello Sport Domenica 13 Settembre 2009


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