Casey StonerLa vittoria in Australia, suc­cessiva al secondo posto in Portogallo, ha improvvisamente rialzato le quota­zioni di Casey Stoner, che questa estate qualcuno dava per finito. Certo, il para­gone con quanto accadde a Freddie Spencer, che all'inizio del 1986 di fatto interruppe in modo misterioso la sua carriera, era troppo suggestivo per non essere portato all'attenzione dei tifosi, ma la realtà ha dimostrato che la miste­riosa malattia di "Fast Freddie" e l'al­trettanto misterioso stop di due mesi di Stoner, appartengono a pianeti diversi.
Spencer, infatti, non fu più la stessa macchina fabbrica- titoli ( due in con­temporanea, 500 e 250 nell'ultimo anno "vero"), Stoner al contrario sembra pro­prio essere lo stesso. Anzi no, forse è ad­dirittura più forte di quell'incredibile 26 luglio in cui si suicidò, agonisticamente, decidendo di correre il Gran Premio di Inghilterra con gomme da pioggia no­nostante una precipitazione fosse pre­vista, ma l'asfalto ancora asciutto.
Dopo Donington, Casey ha saltato ben tre Gran Premi: Brno, Indianapolis e Misano, eppure ciononostante è già in terza posizione nel mondiale avendo su­perato proprio a Phillip Island Dani Pe­drosa.
il Canguro Mannaro - Il Canguro man­naro attualmente è a -75 dalla vetta del campionato e ormai fuori dalla lotta per il titolo che vede opposti, seppure solo matematicamente, Valentino Rossi e Jorge Lorenzo, divisi da ben 38 punti.
Ma che sarebbe successo, che piega avrebbe preso il mondiale, se il minuto australiano invece di imporsi due mesi di lontananza dalle gare per recuperare da non si sa ancora quale malattia, aves­se deciso solo di vivacchiare, un po' co­me un maratoneta incappato nella crisi del 32° km? Facciamo un po' di conti.
Naturalmente il nostro è solo un gioco, perché le variabili sono infinite, ma te­nendo conto di come è andato il mon­diale finora, con i Magnifici 4 - Rossi, Lorenzo, Stoner e Pedrosa - una spanna sopra la concorrenza, si potrebbero ipo­tizzare tre quarti posti dell'australiano e addirittura un quinto in Inghilterra, qualora avesse corso correttamente con le slick, perché in effetti peggio di così non ha fatto. Una botta di conti ci resti­tuisce 50 punti (13 moltiplicato tre, più 11), invece dei miseri 2 presi a Donin­gton.
Il risultato, voilà, è che Casey Stoner si sarebbe ritrovato a quota 243 punti, 11 di più del bottino posseduto oggi da Lorenzo e a meno 27 da Rossi e dunque ancora in lizza per il titolo.
Riflessioni - La realtà, ovviamente, è molto diversa.
" Quando ho deciso di fermarmi - ha spiegato Stoner - è stato perché dopo Barcellona mi sono trovato più volte nella situazione di essere un pericolo in pista, non solo per me, ma anche per i miei colleghi. Non potevo continuare, anche se mi sono fermato solo perché hanno insistito mia moglie e la mia fa­miglia, che si rendevano conto del mio stato. Io non avrei voluto farlo. Ora pe­rò sono conscio di non essere mai stato completamente bene. Anche all'inizio del campionato. In Australia, durante la gara, ho atteso che da un momento all'altro mi piombasse addosso la stan­chezza. Frenata dopo frenata mi dice­vo: alla prossima sentirai le braccia molli. E poiché non accadeva ho prova- to una sensazione bellissima ".
Nessun rimpianto, dunque, per l'au­straliano.
" Non c'è alcun motivo di sedersi a pensare a ciò che avrebbe potuto esse­re. Comportarsi così è vivere nel passa­to
- ha aggiunto Casey - Per questo non sono amareggiato, nonostante quest'an­no avessimo la possibilità di batterci per il titolo. La moto, l'ho detto più vol­te, era competitiva: non lo ero io. Ma adesso dobbiamo guardare al futuro, al 2010".
Oggi l'obiettivo di Stoner per il 2009 è quello di confermare il terzo posto in campionato. Attualmente ha 6 punti di vantaggio su Dani Pedrosa.
Dall'inviato Paolo Scalera a Sepang
Corriere dello Sport Giovedì 22 Ottobre 2009


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